Il Tirreno

Montecatini

Il braccio di ferro riguarda Villa Bellavista di Buggiano, oggi sede di un museo

Ici, scoppia la guerra fiscale

Pietro Barghigiani
Villa Bellavista ospita il museo dei vigili del fuoco
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Villa Bellavista ospita il museo dei vigili del fuoco

Il Comune chiede 568mila euro all'Opera vigili del fuoco

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 BUGGIANO. La villa di Bellavista mette l'un contro l'altro armati di carte bollate il Comune e la proprietà, l'Opera Nazionale di assistenza per il personale del corpo nazionale vigili del fuoco.  Motivo? Questione di soldi.  L'amministrazione chiede il pagamento dell'Ici e l'Opera nazionale risponde picche. La cifra in ballo non si conta in spiccioli.  L'importo al centro della disputa fiscale può gonfiare i forzieri di un piccolo municipio come quello di Buggiano: per l'imposta degli ultimi cinque anni l'ente ha inviato alla proprietà avvisi di accertamento per un totale di 568mila euro. Che l'Opera nazionale non ha pagato e contro i quali ha fatto opposizione davanti alla commissione tributaria provinciale. Di qui la decisione della giunta di costituirsi in giudizio e affermare le proprie ragioni affidandosi alla commercialista Michela Marchetti di Montecatini.  Non è un immobile utilizzato per attività produttive o commerciali Villa Bellavista.  Anzi, la sua storia è radicata nel sociale e al servizio dei più sfortunati. Ospita il museo dei vigili del fuoco con una rassegna di di mezzi capaci di raccontare decenni di emergenze e salvataggi. Sul retro, però, ci sono altri edifici, uno dei quali in fase di costruzione con destinazione alberghiera, sui quali per il Comune l'Ici deve essere incassata.  Acquistata tra il 1938 e il 1939 dall'Opera Nazionale Sovvenzioni Antincendi - organismo con funzioni assistenziali del corpo nazionale dei vigili del fuoco - la villa fu destinata inizialmente a casa di riposo per pompieri e poi a colonia estiva per i figli dei vigili del fuoco di tutta Italia.  Con la seconda guerra mondiale il complesso fu dapprima dichiarato colonia permanente, poi utilizzato come ospedale militare per le truppe tedesche e, successivamente, americane.  Finita il conflitto bellico le stanze della villa ospitarono una numerosa comunità di ragazzi orfani per cause di guerra, figli dei vigili del fuoco.  Nel 1968, venute meno le finalità sociali per cui era nata, dovette chiudere. Dal declino si passò alla rinascita nel 1992 con l'edificio che riaprì al pubblico ospitando in una parte dei saloni il museo dei vigili del fuoco.  La struttura mantiene la sua maestosità, ma i segni del tempo sono evidenti e per rimetterla a posto servirebbero milioni di euro. E ora arriva anche il contenzioso con il Comune che bussa ai padroni di casa per reclamare cinque anni di Ici non pagata.

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