Il Tirreno

Montecatini

Riforma delle corse in pullman La prossima fermata sarà lo stop definitivo

Cinzia Silvestri

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 Ho sempre utilizzato il mezzo pubblico per viaggiare, per me simbolo di emancipazione, civiltà, rispetto dell'ambiente, risparmio per le fasce economiche più deboli. Dal 2008 sono pendolare per lavoro e viaggio con la BluBus, che poi sarebbe Copit, Lazzi, Ctt: tanti nomi che paiono scatole cinesi dove finiscono i nostri soldi, perché tutti i cittadini pagano il trasporto pubblico, anche chi non ne usufruisce.  Quello che sta accadendo a livello locale pare un'offesa all'intelligenza degli utenti e dei dipendenti. Si impiegano oltre 40 minuti per percorrere la tratta Pescia-Montecatini via Chiesina (sperimentato personalmente col bus delle 13,10). Ho visto un ottantenne con le lacrime agli occhi perché non sapeva come tornare a Santa Lucia da Pescia, altre persone spiazzate perché le fermate sono senza orari aggiornati, i biglietti sono aumentati e variegati, ora chilometrici, ora a fascia oraria.  Un aumento ingiustificato dal disservizio, una fregatura per chi, come me, fa l'abbonamento perché ha pagato corse ora inesistenti. Se le cose non cambieranno come altri sarò costretta ad adoperare l'automobile, contribuendo all'inquinamento e subendo ulteriori spese.  Nelle opportune sedi si dirà dove sono i veri sprechi e se andavano fatti i tagli, di certo chi ci amministra ha peccato di incoerenza. Non è così che si difendono i ceti più disagiati - studenti, anziani e lavoratori - e che si tutela l'ambiente. I buoni propositi son caduti forse in qualche consiglio d'amministrazione con le poltrone fantozzianamente foderate di pelle umana, la nostra però. Invito i signori assessori e tecnici che hanno redatto questo riordino a poggiare le loro terga su un qualsiasi bus, tra i pochi rimasti, per rendersi conto. Mi spiace che tra loro ci sia il dottor Carlo Cardelli (assessore provinciale ai trasporti ndr), mio stimato medico curante, specialista in medicina aerospaziale, quest'ultima rivelatasi poco utile a far viaggiare decentemente i pullman.  La strategia pare la stessa utilizzata per l'ospedale pesciatino, depotenziare per chiudere: si abbia allora la dignità di procedere a immediata eutanasia, visto che si ha il coraggio di chiamare trasporto pubblico quello attuale. A Pescia si parte carichi come un carro bestiame, arrivati in Traversagna si fanno chilometri senza far salire o scendere un passeggero, arrivando a Montecatini dalla zona sud e terminando alla stazione dopo aver percorso la zona ippodromo e poi il centro.  Anche i turisti che spesso incrocio nel pulmino Montecatini Alto-Montevettolini, tratta anch'essa decurtata di corse, ringraziano per il servizio reso.

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