Gioco
Da Bientina critiche alla strategia adottata
L'assemblea dei soci elegge il nuovo direttivo del Credito cooperativo
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. A un anno dalla fusione col Credito Valdinievole, e dall'integrazione di 4 soci di Banca di Bientina nel cda esistente, si elegge l'intero cda composto dai 4 di Bientina più 7, con il presidente, di Montecatini. L'appuntamento è accompagnato anche da qualche polemica in arrivo da Bientina. «Un anno fa - scrive Renzo Bonicoli - mi sono candidato, e per questo documentato sui 5 ultimi bilanci di Banca di Bientina, visto che aveva dovuto cessare l'attività di credito cooperativo per aver perso i requisiti di patrimonio minimo. Nel 2008 è stata commissariata da Banca d'Italia. Si poteva tentare un salvataggio sotto l'aspetto del mantenimento del patrimonio minimo poiché le ristrutturazioni passano da due processi: l'adattamento dei costi all'andamento dei ricavi e l'aumento della produttività con investimenti da ammortizzare in un esercizio. Nel primo caso necessitava abbattere i costi improduttivi, verificare la redditività delle agenzie ed abbattere costi fissi e vendere immobili inutili. Nel secondo caso era da razionalizzare l'attività di banca con mezzi e metodi di lavoro in grado di aumentare la produttività. Solo dopo questo si poteva chiedere all'assemblea dei soci se intendevano impegnarsi in un aumento di capitale, in parziale vendita di rami di azienda o effettuare una fusione. Non è stato fatto niente per orientare questa strategia». Oggi a Montecatini è indetta l'assemblea generale dei soci per approvare il bilancio 2010 ed eleggere il nuovo consiglio direttivo. «Senza specificate le modalità per candidarsi e quante deleghe - scrive Bonicoli - è come se avessero detto: non venite tanto si fa come ci pare. Chi si alzerà per andare a votare, come si presenteranno e chi saranno i candidati? Quante e quali deleghe verranno accettate?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google