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Montecatini

Profughi ghanesi: «Il nostro sogno è restare in Italia»

Giovanna La Porta
Profughi ghanesi: «Il nostro sogno è restare in Italia»

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Negli occhi di Simon si è riaccesa la luce della speranza. Non ha ancora compiuto trent'anni e fa parte del gruppo di otto rifugiati politici sub sahariani accolti mercoledì sera dal Comune di Montecatini su richiesta specifica del governatore della Toscana, Enrico Rossi. «Ci siamo imbarcati in Libia - racconta - dove lavoravamo da tempo. Abbiamo dovuto lasciare il paese a causa della guerra. Io facevo il cameriere. Sia io che i miei amici siamo di origine ghanese.

La mia famiglia vive in Ghana. Adesso il nostro sogno è restare in Italia. Io non ho problemi, non sono sposato. Spero di trovare un'occupazione qui». Gli otto giovani non parlano italiano e comunicano in inglese anche con i volontari della Misericordia, che hanno attivato una rete di ospitalità insieme all'amministrazione e alla Caritas diocesana. A mettere a disposizione alcuni locali per approntare una dimora, dove alloggeranno per una decina di giorni, è stata la parrocchia del Corpus Domini. «Hanno pranzato a casa - spiega Gianluca Staderini della Misericordia - abbiamo provveduto ai pasti in collaborazione con la Caritas diocesana.

Adesso attendiamo anche l'intervento del mediatore culturale». Nella mattinata di ieri, insieme a don Pietro Rota, hanno incontrato il vescovo di Pescia, Monsignor Giovanni De Vivo. Alcuni di loro sono cattolici. Sempre nella mattinata, al commissariato, sono state espletate le operazioni necessarie per il rilascio di documenti dei quali, al momento, risultano sprovvisti. Nel pomeriggio, alla Misericordia (nella foto), si sono svolte le visite mediche degli otto giovani. I volontari, adesso, penseranno a organizzare le loro giornate nel migliore dei modi, sempre con l'appoggio e l'aiuto della parrocchia.

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