Il Tirreno

Montecatini

Lo chiede il Pdl per conoscere il programma delle Terme relativo ai lavori agli stabilimenti

Un incontro pubblico con la Paganelli

Uno dei sopralluoghi della commissione consiliare al cantiere Leopoldine
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Uno dei sopralluoghi della commissione consiliare al cantiere Leopoldine

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 MONTECATINI. «Paola Paganelli è confermata amministratore delle Terme. Il nostro parere è positivo ma riteniamo che, soprattutto all'indomani delle notizie sullo stop dei lavori alle Leopoldine, sarebbe opportuno che illustrasse alla città e alle istituzioni il proprio programma per lo sviluppo».  Parole del Pdl cittadino, che con una nota a firma di Cinzia Silvestri chiede dunque un incotnro pubblico per dibattere il futuro delle Terme. «Non è certamente nostra intenzione assalirla con istanze a risposta immediata - chiarisce - ma pensiamo di interpretare il pensiero di tutta la cittadinanza chiedendo quali scelte verranno fatte per il futuro, soprattutto a breve scadenza, e come prevede di risolvere il grave problema del bilancio, e come pensa di intervenire per risollevare le sorti delle terme».  Dal momento che le Leopoldine saranno per il momento un grosso impegno legato senza dubbio alle risorse finanziarie, il timore del Pdl è che «lo stesso succeda per il Tettuccio, e per gli altri stabilimenti (il pensiero corre a Torretta, Tamerici, Excelsior), tutti bisognosi di interventi che non possono aspettare oltre, ma soprattutto esigono di essere mantenuti e restaurati senza attendere che si sviluppi il progetto Fuksas. Bisogna trovare urgentemente delle alternative che possano generare proventi ed agire sul Piano di recupero delle aree termali, considerate tutte le proprietà ad oggi difficilmente appetibili per la vendita a causa dei mancati intervenuti su cambi d'uso».  «Auspichiamo che Paganelli sappia proporsi di fronte agli enti preposti in maniera forte, per ottenere così maggiori disponibilità e garanzie», dice il Pdl. Dichiarando di essere pronto a fare la propria parte. «Oltre le polemiche, che sono il sangue della politica, nel nostro Dna è preponderante la volontà che la nostra città resusciti attraverso le terme. Attendiamo dunque un dinamismo imprenditoriale, magari slegato anche dai canoni finora seguiti. Quindi siamo a disposizione per un confronto e per illustrare anche le nostre idee, unicamente per uscire da questo impasse che richiede esperienza, le forze di tutti e tanto buonsenso, sennò Montecatini non si chiamerà più Terme».

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