Il Tirreno

Montecatini

Alberghiero/2. Apprendisti chef del Martini in omaggio all’Unità

Piatti tricolori in Prefettura

Il prefetto di Firenze Paolo Padoin
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Il prefetto di Firenze Paolo Padoin

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 MONTECATINI. Crostini bianchi rossi e verdi, baccalà mantecato su pappa al pomodoro e cialda di polenta, mousse di ricotta con salse di fragole e di kiwi.  Questi alcuni dei "piatti tricolori" al centro del pranzo a tema imbandito dagli "apprendisti chef" di 5 scuole alberghiere toscane ieri nella sede della prefettura fiorentina, in omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Circa 100 i giovani cuochi (appartenenti agli istituti alberghieri di Montecatini, Artusi di Chianciano, Buontalenti di Firenze, Datini di Prato, Alberghiero di Grosseto) che a mezzogiorno hanno degustato insieme al "padrone di casa", il prefetto Paolo Padoin, i prodotti delle loro fatiche in cucina. L'iniziativa è stata organizzata e coordinata dal Cipat, il consorzio degli istituti alberghieri toscani, che nei mesi scorsi ha invitato le scuole a comporre piatti tipici della tradizione gastronomica regionale ispirati ai tre colori della bandiera italiana. Una giuria ha quindi esaminato le diverse proposte culinarie messe a punto, scegliendo quelle che hanno poi costituito il menù del pranzo tricolore. Al termine del pasto, Padoin ha consegnato alcuni premi ai ragazzi, e litografie, dizionari di italiano e targhe dedicate a Pellegrino Artusi. Proprio al grande gastronomo, del quale quest'anno ricorre il centenario dalla nascita, si è rivolto l'intervento del prefetto: «l'Unità d'Italia è stata fatta con la politica, con la lingua ed anche con la cucina, in particolar modo attraverso la fondamentale guida data alle stampe dall'Artusi alla fine dell'Ottocento. Un testo del quale questi ragazzi oggi, con i loro piatti, hanno perfettamente interpretato lo spirito».

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