Sicurezza
Tagli improvvisi ai pullman Scoppia la rabbia dei pendolari e del personale della Lazzi
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Passeggeri in attesa del pullman alla stazione di piazza Italia Lunedì sera utenti spiazzati dalla soppressione dell'ultima corsa e dalla Provincia arrivano le auto per i casi più difficili
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MONTECATINI. Se lunedì mattina sono stati soprattutto gli studenti in partenza da Santa Lucia (in direzione Valdinievole Est) ad aspettare inutilmente il pullman che avevano preso fino a due giorni prima, lunedì sera, invece, sono stati moltissimi i pendolari che - alle 20 - si sono recati alla stazione Lazzi di piazza Italia per prendere un bus che non sarebbe mai partito. Una situazione allucinante, che si è tradotta anche in momenti di tensione diretti verso l'incolpevole personale. «Voglio fare i miei complimenti all'assessore provinciale ai trasporti Carlo Cardelli per il caos che è riuscito a creare», è l'ironico commento di Alfonso Conte, esponente dei Cobas, sindacato rimasto escluso dalla trattativa sulla riorganizzazione del trasporto pubblico locale (il "Tpl"). Una riorganizzazione fatta per risparmiare («A fronte, tra precedenti tagli e contributi regionali vari, di maggiori introiti sul Tpl provinciale valutabile in 3 milioni e mezzo di euro»). Solo che il risparmio si è tradotto, essenzialmente, in un semplice taglio di corse e nell'adozione - praticamente improvvisa - di nuovi percorsi, che hanno spiazzato innanzitutto gli utenti del servizio (per esempio non si è pensato nemmeno ad appendere avvisi alle fermate soppresse). E la situazione è destinata a peggiorare quando, con la chiusura delle scuole, saranno soppresse anche le linee usate dagli studenti. Una situazione, dicevamo, che si ripercuote in modo diretto su autisti e personale, non solo perché è su di loro che si sfoga la rabbia degli utenti, ma anche perché minori corse vuol dire minor necessità di dipendenti. E l'allarme occupazionale è vivo. «Sono stati tagliati cinque turni - prosegue Conte - questo vuol dire lavoratori in esubero, e i primi a farne le spese saranno i giovani con i contratti in scadenza». Per questo anche i Cobas aderiranno allo sciopero di martedì 17, con tanto di manifestazione a Pistoia. Una protesta motivata - per i dipendenti - dalla mancata logica di questi tagli. Non solo per quei 3 milioni e mezzo citati sopra, ma anche perché non sarebbero state cercate strade alternative, come un maggior attività di controllo su chi viaggia senza pagare, come un passo indietro sul "subappalto" del servizio trasporto a soggetti privati su alcune linee secondarie, o come pure una riorganizzazione - ma più ragionata - di percorsi e orari, senza limitarsi a tagli indiscriminati. Intanto la rabbia cresce, su tutti i fronti. Quello dei lavoratori, come abbiamo visto, e ovviamente tra i viaggiatori. L'elenco delle segnalazioni arrivate in redazione continua ad allungarsi ogni ora di più. Lunedì sera, per esempio, ci sarebbero stati attimi di tensione tra alcuni passeggeri che volevano andare a Monsummano. Solo che non c'erano più corse e hanno cercato di convincere l'autista di un pullman diretto a Montecatini Alto a cambiare direzione. Allo stesso modo un disabile, diretto a Lucca, ha scoperto che il suo solito bus non c'era più. A quel punto le proteste sono arrivate - via telefono - sino all'assessorato provinciale ai trasporti, che avrebbe inviato alcune auto per dare una mano nei casi più difficili.
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