Sicurezza
«Preoccupazione» per il ricorso allanticipazione di cassa e rischio di avere crediti inesigibili (come le multe) in bilancio
La Corte dei Conti bacchetta il Comune
Francesca Maltagliati
◗
Il sindaco di Pescia Roberta Marchi Contestata la mancata attenzione alla spesa che ha provocato debiti fuori bilancio
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Difficoltà nella gestione dei flussi di cassa, mancato rispetto delle procedure di spesa, aumento del volume dei debiti fuori bilancio, previsioni che non si realizzano. Arriva il responso della Corte dei Conti sul rendiconto del 2009 e sulla situazione finanziaria del Comune di Pescia e le notizie, ma c'era da aspettarselo, non sono delle migliori. Dopo la chiusura del bilancio consuntivo del 2010 con una perdita di un milione e 700mila euro, e i forti tagli al preventivo 2011 che hanno portato ad un bilancio ridotto all'osso e a un piano degli investimenti fortemente ridimensionato, adesso arrivano le osservazioni e le raccomandazioni della Corte. Con una delibera datata 3 maggio la sezione regionale di controllo della Corte, organo predisposto a garantire la corretta gestione delle risorse pubbliche, ha stabilito di adottare una specifica pronuncia a causa di alcune irregolarità riscontrate nella gestione del 2009. Lo ha fatto dopo un incontro, avvenuto il giorno stesso, con il sindaco di Pescia Roberta Marchi, e con il dirigente dei servizi finanziari del Comune Antonella Bugliani. In particolare, a finire sotto la lente d'ingrandimento dei magistrati è stata la mancata attenzione dell'ente alla spesa pubblica, che ha generato l'accumulo di debiti fuori bilancio e il ricorso all'anticipazione di tesoreria, sia nel 2009 che nel 2010, manovra quest'ultima che «desta preoccupazione». Oltre a questo la Corte critica l'elevato importo dei residui attivi relativi ai proventi da sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada rispetto a quello effettivamente accertato, circostanza che fa paventare il rischio dell'esistenza di partite «inesigibili o insussistenti con ripercussioni negative sul risultato di gestione». In più, nella delibera della Corte, trova spazio una nota riferita alle due società partecipate, Spes e Ato. La prima si occupa della gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Pistoia, la seconda è il consorzio che si occupa dei servizi idrici nella Regione. Si legge nella delibera: «Si osserva che la partecipazione a società con una perdita, come risulta dal bilancio 2009, potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità degli equilibri e, comunque, un appesantimento dei futuri bilanci comunali. Tale situazione, inoltre, desta particolare preoccupazione dal momento che la società partecipata Spes ha chiuso in perdita anche nel precedente esercizio 2008». Sono quindi molte le criticità evidenziate nella pronuncia della Corte che, va ricordato, ha il mero fine di avvisare l'ente e di promuovere le opportune misure correttive. Misure che in questo caso dovranno indirizzarsi soprattutto verso una più corretta gestione della spesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
