Il Tirreno

Montecatini

Meno corse, e pure più care

Studenti in attesa del pullman
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Studenti in attesa del pullman

Scoppia la protesta dei pendolari in attesa di quella dei dipendenti

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 MONTECATINI. Tanti banchi son rimasti deserti, ieri mattina, nelle scuole della Valdinievole. No, non si trattava di uno sciopero degli studenti, ma dell'effetto provocato dall'introduzione del nuovo orario nelle corse dei pullman BluBus. Nuovo orario che, in pratica, si è ridotto in un drastico taglio delle corse, e con cambiamenti di percorsi, che hanno disorientato non poco chi abitualmente utilizza i pullman per i suoi spostamenti. Prime vittime appunto gli studenti, ma anche i pendolari. Lungo, lunghissimo l'elenco dei disagi, che hanno coinvolto i viaggiatori e che preoccupano anche i dipendenti della Lazzi.  Uzzano semisolata. A Santa Lucia ieri mattina in tanti, tra coloro che erano diretti verso Montecatini, sono inutilmente rimasti in attesa di un bus che non è mai passato. Questo perché le corse che partono da piazza Venti Settembre a Pescia non fanno più il tragitto abituale, ossia attraversando la via Provinciale Lucchese, ma fanno un giro largo, passando dalla stazione ferroviaria di Pescia, da Alberghi e, quindi, da via Francesca Vecchia. Un disagio tutto sommato ridotto per chi viene o è diretto a Santa Lucia, che può attraversare il sottopasso ferroviario e andare sulla via Francesca (anche se, ieri mattina, nessuno sapeva niente della modifica ed è rimasto ad attendere il pullman alle vecchie fermate). Però, chi vive lungo le altre fermate, a Fornaci, al Botteghino, a Sant'Allucio, per arrivare a casa è costretto a scendere a Borgo a Buggiano, all'altezza del Lago Azzurro, attraversare la trafficatissima strada provinciale, e aspettare il bus che arriva dalla direzione opposta.  Tempi raddoppiati. E, in ogni caso, l'attesa rischia di essere più lunga del previsto, anche perché lungo le direttrici principali che attraversavano la Valdinievole, quelle percorse con una frequenza di un pullman ogni mezzora, le corse sono state in pratica dimezzate. Ossia un pullman ogni ora.  Tariffe. Le proteste da ieri si sono sprecate. Proteste destinate con ogni probabilità ad aumentare nei prossimi giorni quando emergeranno nella pratica tutti i disagi che il nuovo orari comporta. In ogni caso per tutti siamo di fronte a un servizio peggiore, al quale corrisponde però anche un rincaro delle tariffe del 10% (al momento si salvano solo gli abbonamenti scolastici). Insomma, per usare l'espressione più ricorrente tra chi protesta, «uno spot per incentivare l'uso dei mezzi privati».  Pout puorri. Impossibile racchiudere in poche righe tutti i disagi segnalati. Tra questi la scarsa o nulla informazione agli utenti. Il maggior ricorso ai pullman Copit, da molti ritenuti più scomodi, rispetto a quelli della Lazzi. La soppressione di una serie di corse da Montecatini utilizzate dai pendolari (in particolare quella per Lucca delle 8,06 e quella per Firenze delle 13,42). E il taglio netto alle corse domenicali, quando interi paesi resteranno isolati.  Allarme lavoro. Parallelamente alla protesta degli utenti sale la preoccupazione tra i dipendenti Lazzi. Sono stati tolti sette turni, il che vuol dire meno lavoro per i dipendenti. Alla domenica basteranno 5 autisti, quando sino a ora ne venivano utilizzati una dozzina. Insomma, c'è aria di esuberi, e tra i lavoratori serpeggia una preoccupazione palpabile per il proprio futuro. Intanto in questo modo rischia di saltare il premio produzione e all'orizzonte si profila anche una loro protesta. La scadenza è rappresentata dall'arrivo, a metà mese, della busta paga. Se gli effetti dei tagli si vedranno anche lì è probabile l'immediata proclamazione di uno sciopero.

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di Redazione web