Il dolore
Carabinieri condannati
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I legali annunciano appello contro la condanna di ieri Perquisizione arbitraria secondo il tribunale Uno dei due verso un altro processo per violenza
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CHIESINA. Assoluzione per l'accusa di peculato e condanna per perquisizione arbitraria e omissione di atti di ufficio. È stata questa la decisione del tribunale di Prato, presieduto dal giudice Nicotra con a latere Schiaretti e Signorini, che ha inflitto due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena e interdizione per lo stesso periodo dai pubblici uffici a due carabinieri. Secondo l'accusa, Catello Palumbo e Pierluigi Frassinetto, difesi da Alberto Rocca e Stefano Di Maio, il 13 febbraio 2010 fermarono due giovani per un controllo di routine e li avrebbero trovati in possesso di una modica quantità di hashish. Anziché denunciarli o segnalarli alla Prefettura come consumatori di sostanze stupefacenti, li avrebbero lasciati andare dopo una ramanzina e senza fare alcuna relazione al comando. Inoltre si sarebbero tenuti la piccola quantità di "fumo", da qui l'accusa di peculato che però è caduta: i due militari avrebbero detto di aver buttato quella roba non ritenendola droga. Pochi giorni più tardi i genitori del minorenne, denunciarono agli stessi carabinieri che il figlio sarebbe stato avvicinato da uno dei due militari a Montecatini, convinto a seguirlo nella sua abitazione a Chiesina Uzzanese, dove lo avrebbe costretto a vedere insieme un film a luci rosse. Per questo secondo episodio il carabiniere è accusato a Pistoia di tentata violenza sessuale. Per la condanna di ieri gli avvocati dei due carabinieri hanno deciso di presentare appello.
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