Italia
Rapinatori per venti euro
Luigi Spinosi
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Da sinistra il capitano Vellucci e il luogotenente DErrico Due minorenni denunciati dai carabinieri
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MONTECATINI. Venti euro, appena venti euro sono costati a due giovanissimi una pesante denuncia al tribunale dei minori di Firenze. A tanto ammontava, infatti, il "bottino" sottratto a un ragazzino di poco più giovane di loro. Un episodio dal sapore di bullismo, avvenuto lo scorso 22 aprile in città. La vicenda è stata ricostruita ieri mattina dal capitano Enrico Vellucci, comandante della compagnia dei carabinieri di Montecatini, e dal comandante di stazione, il luogotenente Biagio d'Errico. Secondo il racconto dei militari i due giovani denunciati (di 16 e 17 anni, di origine romena ma residenti a Montecatini) sarebbero i responsabili dell'aggressione avvenuta un paio di settimane fa nella zona del Terminal Bus, dove in quei giorni era allestito anche il luna park. I due hanno preso di mira il ragazzino tredicenne, anche lui di Montecatini. Gli si sono avvicinati e lo hanno bloccato portandogli via i soldi che aveva con sé (una ventina di euro appunto). Al tentativo della vittima di opporre resistenza i due ragazzi più grandi lo hanno colpito, con calci e anche con pugni al viso, al punto che il tredicenne aveva riportato anche lesioni al volto. A questa brutta storia, però, non aveva fatto seguito alcuna denuncia alle forze dell'ordine da parte dei genitori. La madre, arrabbiatissima, si era limitata a denunciare l'episodio alla stampa, e proprio dai giornali i militari hanno appreso quanto era avvenuto non distante dalla propria caserma. Da qui è partita l'indagine. O, meglio, la "doppia indagine". Inizialmente i militari hanno dovuto individuare la vittima, per poter poi procedere nella ricerca dei colpevoli. In breve i carabinieri sono risaliti al ragazzino e alla madre, che ha confermato la veridicità dell'accaduto. Quindi, dal racconto del tredicenne, poi suffragato da un'altra testimonianza, quella di un passante che aveva assistito alla scena, è stato possibile avere una descrizione dei due aggressori. Da qui è partita l'indagine vera e propria, una ricerca non facile, dal momento che non si trattava di giovani conosciuti alle forze dell'ordine o che bazzicavano luoghi noti per cattive frequentazioni. Anzi. Si trattava di ragazzi di famiglie perfettamente integrate, che mai avevano avuto a che fare con la giustizia. Lo stesso, comunque, i carabinieri sono riusciti a risalire alla loro identità e a denunciarli con l'accusa di rapina. E i genitori degli aggressori, quando hanno saputo cosa avevano combinato i propri figli, sono letteralmente rimasti sconvolti. Da questa storia emerge anche una morale, di cui si fa portavoce il capitano Vellucci: «La vicenda insegna una cosa, quando avvengono episodi del genere va bene rivolgersi agli organi di informazione ma è anche fondamentale presentare una denuncia alle forze dell'ordine. Carabinieri o polizia non importa, quello che conta è metterci in grado di svolgere il nostro compito».
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