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Montecatini

Proiettili alla Cgil: patteggia

La sede della Cgil di Pistoia in via Puccini
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La sede della Cgil di Pistoia in via Puccini

Mittente del plico il responsabile di una coop

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 MONTECATINI. Ad incastrarlo, il timbro con data e ora, assieme alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell'ufficio postale da cui aveva effettuato la spedizione. Prove inconfutabili di fronte alle quali ha scelto la via del patteggiamento ancor prima della conclusione della fase istruttoria. L'altra mattina, il gip del tribunale di pistoia ha perciò inflitto una pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione. A comparire sul banco degli imputati, il mittente del plico con tre proiettili di pistola recapitato pochi giorni prima dello scorso Natale a una dirigente della Cgil di Pistoia. Minaccia aggravata e detenzione abusiva di munizioni i reati a lui contestati dalla procura e per i quali ha patteggiato davanti al giudice delle indagini preliminari Roberto Tredici, ottenendo il beneficio della sospensione condizionale.  Responsabile di una cooperativa di servizi, Alberto Di Salvo, 39enne siciliano, originario di Enna e residente in Valdinievole, era stato identificato a tempo di record dagli investigatori della questura.  Un gesto intimidatorio, il suo, relativo ad un contenzioso avviato davanti alla Camera del lavoro e seguito dalla dirigente del sindacato minacciata, che si occupa della zona della Valdinievole. Erano state alcune dipendenti della cooperativa di servizi a rivolgersi al sindacato per muovere delle contestazioni. E, in seguito, alla Cgil si era presentato anche Di Salvo. Ma le sue argomentazioni non avrebbero avuto l'effetto sperato, tanto da attribuire al sindacato la colpa del mancato rinnovo a favore della sua cooperativa dell'appalto per i servizi a una residenza privata per anziani, la Rsa Villa Bianca, nel comune di Ponte Buggianese.  I tre proiettili di calibro 38 erano pervenuti in un piccolo plico il 20 dicembre scorso alla sede di via Puccini della Cgil, all'attenzione della dirigente in questione. La Digos è riuscita a risalire all'identità del mittente grazie al timbro postale che - trattandosi di un invio per posta prioritaria - indicava l'ufficio da cui era stato spedito, nonché il giorno e l'ora. I poliziotti si sono perciò fatti consegnare le registrazioni dell'impianto di videosorveglianza e hanno individuato l'uomo che si era presentato allo sportello con il plico. A quel punto hanno fatto un riscontro incrociato con i nomi che avevano già inserito in una lista di sospetti redatta in base alle vertenze recentemente seguite dalla sindacalista minacciata. E hanno fatto centro. Il volto immortalato dall'occhio delle telecamere corrispondeva a quello del responsabile della cooperativa di servizi che era stato escluso dall'appalto per la Rsa Villa Bianca di Ponte Buggianese per via delle controversie sorte con alcune dipendenti seguite dalla dirigente della Cgil negli uffici di via Puccini.  Nel pomeriggio del 23 dicembre gli investigatori avevano effettuato delle perquisizioni in cerca di altri proiettili. L'uomo - che all'arrivo a casa sua dei poliziotti si era lasciato sfuggire un eloquente "ma come avete fatto?" - era stato denunciato a piede libero per minacce e detenzione illegale di munizioni.

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