Il Tirreno

Montecatini

«Un'emozione davvero grande»

Elena Guerri
Agnese Porciani a Roma
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Agnese Porciani a Roma

Il racconto dei pellegrini della Misericordia di Pieve

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 PIEVE. In occasione della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, la Misericordia di Pieve, con la collaborazione dell'agenzia di viaggi Giallo e Blu, ha organizzato un gruppo per partecipare direttamente al grande evento.  «Siamo arrivati a Roma alle 4 del mattino - racconta la volontaria Maria Lunardi - e, dopo una fila interminabile, abbiamo conquistato un posto vicino al teleschermo, in piazza del Risorgimento. Tutte le strade del centro erano bloccate: l'organizzazione, però, è stata perfetta. Alle nove sono iniziate le preghiere e alle 10, durante la messa, è avvenuta la beatificazione. Io penso che fosse presente mezza Polonia. Erano numerosi anche i francesi e gli spagnoli e c'erano tantissimi giovani di ogni età. E' stato emozionantissimo vedere la gigantografia di Giovanni Paolo II».  Dello stesso parere anche il volontario e capogruppo Mario Divita: «E' stata un'esperienza bellissima ed emozionante, ma al contempo faticosa. Nonostante ciò ne è valsa la pena, poiché così abbiamo rappresentato la Misericordia. E' indescrivibile il silenzio che è calato insieme con lo srotolamento del velo con l'immagine del pontefice: sembrava che Lui fosse tra noi. Era tutto un pianto, anch'io avevo le lacrime agli occhi».  Per Rita Giampieri «è un Papa che resterà nei nostri cuori. Ho affrontato il soffocamento pur di riuscire ad essere in piazza S. Pietro. Moltissimi erano già lì da sabato notte».  Per Agnese Porciani «ne è valsa la pena. Io sono cresciuta con papa Giovanni Paolo II ed è come se l'avessi conosciuto». La presidentessa del Mugello Unitalsi, Caterina Giovannini, unitasi alla comitiva in veste di accompagnatrice di una ragazza disabile, racconta che «è stato meraviglioso perché abbiamo incontrato il mondo. La fiumana di persone testimonia la fede presente ancora oggi».  Infine la testimonianza di Priscilla Leparulo, Pandolfo Michele e Stefano Mai, tre ragazzi della Parrocchia di San Leopoldo di Cintolese: «Non ci ha spaventati il dover affrontare una lunga giornata in piedi sotto il sole di Roma, perché l'unico sentimento che ci ha mossi è stato quello di vivere di persona la Beatificazione di un grande Papa, che per noi è stato il primo della nostra vita. Il lungo percorso verso Roma è iniziato a mezzanotte. Arrivati in città ci siamo subito avviati verso P.zza San Pietro, dove abbiamo incontrato una moltitudine immensa di pellegrini, che gremivano le vie della capitale. Arrivati lungo via della Conciliazione, la folla era veramente grande e alle 5.30 le autorità hanno aperto la via dove man mano i fedeli iniziavano a defluire. Con molta calma siamo arrivati in piazza e da lì abbiamo potuto assistere alla S. Messa grazie all'ausilio dei maxi-schermi. La bellezza è stata anche la moltitudine di bandiere. Appena iniziata la Celebrazione eucaristica, Benedetto XVI ha salutato la folla che si assiepava lungo le transenne. Dopo i riti d'ingresso è avvenuta la Beatificazione. Il Cardinale Vallini ha chiesto a Sua Santità la Beatificazione a nome della Chiesa Universale esponendo la vita e l'apostolato del Papa. Il Papa allora lo ha proclamato venerabile il 22 ottobre (questa data è stata scelta perché 33 anni orsono Giovanni Paolo celebrò la 1ª messa di pontificato). Al momento della benedizione uno scrosciante applauso si è alzato dalla piazza. Bellissimo è stato anche il cartello legato a dei palloncini rossi con la scritta "Deo Gratias". Inoltre un momento che invece ci ha commosso è stato quando il quadro, esposto dalla loggia centrale, è stato scoperto».

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