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Non firmano il contratto e vengono messi in ferie Biglietteria senza addetti
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La biglietteria della Lazzi Express di piazza Mazzini chiusa a causa delle ferie forzate degli addetti che non hanno firmato il nuovo contratto Chiuso il punto vendita dei ticket della Lazzi Express «Orario ridotto e perdita degli scatti di anzianità»
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PESCIA. Non accettano le condizioni del nuovo contratto e vengono lasciati a casa in ferie forzate con la conseguente chiusura della biglietteria. La vicenda riguarda quattro dipendenti della Lazzi Express, società controllata dalla Lazzi, che si occupa delle biglietterie. A febbraio l'azienda fece recapitare ai suoi 16 dipendenti una lettera in cui veniva annunciata la messa in liquidazione e il licenziamento. Dopo una vertenza e l'intervento dei sindacati ai lavoratori venne proposto un reintegro all'interno della società madre a condizioni diverse rispetto a quelle precedenti. Quasi tutti hanno firmato il contratto. Solo quattro si sono rifiutati e adesso l'azienda li ha costretti ad andare in ferie. Così da due giorni la biglietteria che si trova in piazza XX Settembre a Pescia è chiusa con il conseguente disservizio per coloro che vogliono fare il biglietto. Il problema viene sollevato dai Cobas che fanno notare come non sia mai capitato prima che la biglietteria di Pescia rimanesse chiusa. «Essendo il capolinea dei bus - dice un rappresentante dei Cobas - dovrebbe restare aperta. Gli autisti non dovrebbero nemmeno fare i biglietti, proprio perché è un'area in cui è prevista la biglietteria. Il problema non è da poco anche perché ci sono moltissimi utenti a cui viene negato questo servizio, fra cui gli studenti. Inoltre, in un periodo in cui si sta riorganizzando il trasporto pubblico locale viene a mancare l'attività di informazione sugli orari». Le motivazioni che hanno spinto i quattro ex dipendenti della Lazzi Express a non firmare il nuovo contratto vengono invece spiegati proprio da uno di loro. «Ci hanno proposto - raccontano - un contratto svantaggioso in cui è prevista una riduzione dell'orario. Per chi lavorava a tempo pieno si passa da 40 a 35 ore settimanali. Per coloro che invece avevano un contratto part-time la riduzione è di tre ore settimanali (da 24 a 21). Ma i problemi non riguardano tanto l'orario. Il contratto prevede infatti l'obbligo per gli ex dipendenti a firmare le dimissioni con la conseguente perdita degli scatti di anzianità e dei diritti acquisiti nel corso degli anni di lavoro. Inoltre, e questa è forse la nota più critica della vicenda, l'accordo prevede una conciliazione con cui i dipendenti dichiarano di rinunciare a qualsiasi rivendicazione futura nei confronti del gruppo Lazzi». Per questo i quattro lavoratori (di cui uno di Pescia, uno di Montecatini e gli altri due di fuori provincia) si sono affidati ad un avvocato che attualmente sta studiando le carte per capire quali azioni intraprendere.
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