Sicurezza
PARLA PAPPALARDO
«Lo posso anche perdonare ma deve chiedere scusa a tutti»
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Il sindaco Antonio Pappalardo 2 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. «Non siamo gente che porta rancore. Lo possiamo anche perdonare. Deve, però, chiedere scusa a me, alla mia famiglia e alla comunità di Larciano». Il sindaco Antonio Pappalardo non nutre particolare risentimento verso Emanuele Massaro. Si dice disponibile al perdono a patto che dall'altra parte arrivi un ravvedimento sincero. La notizia dell'arresto, appresa dopo la conferenza stampa, lo ha reso felice: «È un sollievo non solo per me, ma anche per la mia famiglia. Sono davvero felice e ringrazio l'Arma dei carabinieri e la magistratura per avere dato una risposta netta, chiara e veloce». Ha vissuto questo mese da un lato con l'apprensione di chi non sa perché qualcuno ce l'ha con lui e dall'altro con la serenità di chi sa di avere la coscienza a posto. All'indomani dell'episodio Pappalardo disse di voler prendere il porto d'armi. «Quello che è stato fatto dalle forze dell'ordine mi rassicura molto - spiega -. Sul porto d'armi diciamo che in questo momento intendo soprassedere. Non è piacevole girare con una pistola addosso». Il sindaco si sente rinfrancato oltre che per l'individuazione del responsabile anche per il movente. «Sono gesti intollerabili verso chi fa il proprio dovere a livello istituzionale - aggiunge -. Parlo per me, ma anche per quei carabinieri picchiati nel Grossetano e per chi ricopre cariche pubbliche o ruoli di pubblico ufficiale. È stato accertato che l'episodio è dovuto alle mie azioni d'ufficio. Non c'entrano appalti o persone che potrebbero avere pretese nei miei confronti. Il rischio in questi casi è che si dica "se gli hanno sparato ci sarà qualcosa di losco sotto". Ed è sbagliato ragionare in questo modo. Sento di avere la coscienza a posto per essermi interessato al caso della famiglia sotto sfratto. Ma le regole devono essere rispettate». P.B.
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