Sicurezza
Una nuova strada per Collodi sull'antico selciato in pietra A rischio l'ambiente collinare
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Un tratto dellantica strada in selciato Associazioni all'attacco del piano strutturale di Pescia Previsti un parco, un campo da golf e nuovi insediamenti abitativi
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PESCIA. Quella strada in selciato è un enigma per chi studia il nostro passato, frutto forse di interventi che si sono susseguiti nella storia e che hanno le loro origini nella notte dei tempi. Ma quella strada è anche una testimonianza lasciataci dalle generazioni che furono, nonché uno degli elementi che caratterizzano le colline tra Pescia e Collodi, una zona dove la mano (delicata) dell'uomo e la natura hanno creato una straordinaria area paesaggistica. Ma quella strada rischia di diventare anche un simbolo della distruzione dell'ambiente in nome di un discutibile progresso. Almeno questo è quanto sostengono alcune associazioni in una loro lettera aperta. Una lettera aperta indirizzata ai cittadini, agli enti locali e alle Soprintendenze dall'Osservatorio sulle politiche urbanistiche della Valdinievole e dall'associazione culturale Vivinaia. «Il seme della cattiva urbanistica continua a germogliare rigoglioso in Valdinievole - scrivono - un territorio ormai segnato da uno spropositato consumo di suolo e compromesso nei suoi valori storici, ambientali e paesaggistici. In ossequio ai poteri forti, agli interessi privati e a dispetto delle esigenze collettive, trionfa la via edilizia allo sviluppo, che crea disordine urbano e dissemina il territorio di cattiva edilizia e scadente architettura. Nemmeno i luoghi della storia e i delicati contesti collinari sono stati risparmiati dal cemento, ignorando i principi "costituzionali" dei territori, le indicazioni del Piano d'Indirizzo Territoriale della Regione e una concezione sostenibile dello sviluppo». E l'ultimo capitolo di questa storia è rappresentato proprio dal paesaggio dei cosiddetti "colletti di Veneri e di San Martino": «Un sistema collinare con caratteristiche di unicità, ricco di valori ambientali e storici, legati anche alla funzione di terra di confine, attraversato da una viabilità antica che affonda le sue origini in un passato oscuro, di cui è testimone il bellissimo - benché offeso dall'incuria - selciato, che ancora oggi si conserva per lunghi tratti, oggetto di studio e rompicapo cronologico per storici e archeologi». Una strada, ricorda la lettera, per la quale da tempo diverse organizzazioni di cittadini, associazioni e istituzioni hanno richiesto l'adozione di vincoli, che coinvolga anche il territorio circostante. Ma non solo queste richieste non hanno avuto esito: «Il piano strutturale del Comune di Pescia prevede di far passare attraverso questo sistema collinare un corridoio viario denominato "nuovo collegamento est-ovest" che, in buona parte, si sovrapporrebbe alla strada storica, che verrebbe così cancellata». E a rischio non è solo la via: il piano, infatti, consentirebbe poi «di spalmare sui rilievi e nelle vallette attorno, un parco tematico (di Pinocchio), un campo da golf, integrato da strutture turistico-ricettive e delinea infine un sensibile dimensionamento insediativo, in particolare nelle località Pratalozzo e Fontanaccio. Tutto ciò in aggiunta un degrado urbanistico già esistente e riconosciuto dallo stesso piano per l'Utoe Veneri che, anziché ricucito e mitigato, risulterebbe ulteriormente compromesso». Da qui l'appello a Comune, Provincia, Regione e agli enti titolari delle funzioni di tutela «affinché sia istituito un vincolo su questo sistema e perché sia scongiurata un'ulteriore offesa al territorio valdinievolino».
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