Attenzione
«Ergastolo per gli ex militari»
Pietro Barghigiani
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Il pm Marco De Paolis e, sopra, una cerimonia per leccidio Requisitoria del pm, le parti civili chiedono 30 milioni di euro
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MONSUMMANO. Tre ergastoli e un risarcimento danni che supera i 30 milioni di euro. È stata l'udienza della requisitoria del pubblico ministero e delle richieste delle parti civili quella celebrata ieri mattina al Tribunale militare di Roma nel quale vanno in scena le ultime battute del processo per la strage del Padule di Fucecchio. La prossima udienza è fissata per il 25 maggio. Parleranno l'avvocato della Germania, i difensori dei tre imputati e ci sarà spazio anche per le eventuali repliche. In giornata è prevista la sentenza. L'accusa. Per il procuratore militare, Marco De Paolis, i tre ex militari tedeschi sotto accusa, mai comparsi in aula, sono colpevoli dell'eccidio avvenuto il 23 agosto del 1944, in cui morirono 184 civili, in gran parte anziani, donne e bambini. Gli imputati sono l'ex capitano Ernst Pistor, di 91 anni, l'ex maresciallo Fritz Jauss, di 94 e l'ex sergente Johan Robert Riss, di 88, all'epoca tutti appartenenti a diversi reparti della 26/a divisione corazzata dell'esercito tedesco. Un quarto imputato, l'ex tenente Gherard Deissmann, è morto a cento anni a processo iniziato. Secondo l'accusa i quattro avrebbero «contribuito a causare la morte» di 184 persone «che non prendevano parte ad operazioni belliche»: 94 uomini (soprattutto anziani), 63 donne e 27 bambini, tra cui anche alcuni neonati. Come ha sottolineato il pubblico ministero, richiamando quanto detto nel corso del processo dallo storico Paolo Pezzino, non fu una semplice rappresaglia, ma «un'operazione di desertificazione totale». I risarcimenti. Nell'associarsi alla richiesta dell'ergastolo pronunciata dal pm, i legali delle decine di parti civili hanno formalizzato anche il risarcimento dei danni a carico degli imputati e, in solido, dello Stato tedesco chiamato in giudizio come responsabile civile. In tutto la cifra supera i 30 milioni di euro. L'avvocato Massimo Brancoli assiste la Regione, i Comuni di Monsummano, Larciano, Pieve a Nievole, Cerreto Guidi, Fucecchio, Ponte Buggianese e Castelfranco di Sotto, l'associazione monsummanese dei parenti delle vittime e il Comitato Martiri del Padule di Ponte Buggianese; l'avvocato Guido Cappabianca rappresenta la Provincia di Pistoia e 26 cittadini tra testimoni oculari e discendenti delle vittime della strage; l'avvocato Claudio Del Rosso tutela sei parenti degli uccisi e il Comune di Montecatini. Inoltre, l'avvocatura dello Stato ha chiesto 100mila euro di risarcimento per la Presidenza del Consiglio. «Vergognoso silenzio». I tre imputati, in concorso con altri ex militari delle forze armate tedesche non identificati o già morti, sono accusati di aver compiuto l'eccidio, con le aggravanti, tra l'altro, dei motivi abietti, della premeditazione e di aver compiuto il fatto con sevizie e crudeltà. A comandare la squadra che si sarebbe macchiata di gran parte dei crimini, in particolare, sarebbe stato il maresciallo Jauss. Tutte le uccisioni sono avvenute «a sangue freddo, non in combattimento, guardando negli occhi donne e bambini innocenti», ha detto il procuratore De Paolis nel corso della requisitoria, aggiungendo che gli imputati hanno «sempre mostrato totale disinteresse per le vittime: l'occasione poteva essere questo processo, ma da parte loro mai una parola. Nulla, solo un vergognoso silenzio».
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