Il Tirreno

Montecatini

Brutte notizie anche per i nove dipendenti che restano e il cui orario è destinato a ridursi fino al 50% rispetto a prima

Pulizia alle Terme: persi due posti di lavoro

David Meccoli
Il sindacalista della Fisascat-Cisl Aniello Montuolo
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Il sindacalista della Fisascat-Cisl Aniello Montuolo

A lanciare l'allarme è la Fisascat-Cisl, cambia l'impresa e arriva la doccia fredda

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 MONTECATINI. Cambia l'impresa di pulizie alle Terme e saltano due posti di lavoro (e per gli altri 9 le cose non vanno tanto meglio, visto che l'orario di lavoro si riduce fino al 50%). Fisascat-Cisl lancia l'allarme: «Una situazione inaccettabile e un rischio per l'azienda, dove la pulizia è imprescindibile».  L'appalto non se lo è aggiudicato, come avveniva da alcuni anni, la società Team Service, ma la Puligest di Prato, che ha iniziato servizio il primo maggio e ha subito fatto una sorpresa ai dipendenti, che per contratto nazionale devono essere riassunti da chi subentra.  «Degli 11 dipendenti - dice Aniello Montuolo, Fisascat - due donne cinquantenni hanno ricevuto la lettera di licenziamento e gli altri sono stati assunti con una formula strana: un mese di prova (anche per chi ha 30 anni di esperienza) con proroga fino al 31 ottobre. Questi ultimi, però, hanno subìto un taglio delle ore settimanali in media del 40%, ma alcuni sono scesi da 30 a 15 ore. Ma i numeri non corrispondono al capitolato che ci ha fornito le Terme, che ci dicono che i tagli toccheranno solo un totale di 100 ore annuali, in buona parte dovuti alle minori necessità all'Excelsior».  Le Terme hanno anche scritto una lettera ai sindacati, spiegando che «l'appalto si basa su una ridefinizione delle attività di pulizia, concordata con Puligest, che comporterà la riorganizzazione di alcune attività in determinati reparti, in base al calendario delle aperture e delle effettive necessità operative degli stabilimenti, ottenendo così un sostanzioso risparmio dei costi, obiettivo primario considerando la particolare situazione economica e i risultati di redditività richiesti dalle banche finanziatrici».  Un «sostanzioso risparmio dei costi» che però il sindacato non ha ancora capito se derivante da una riduzione di 100 ore all'anno o 100 ore alla settimana. «Faremo subito un passaggio dal legale - dice Montuolo - e speriamo che le Terme, dopo il coinvolgimento della Direzione provinciale del lavoro si facciano finalmente vive. Non è possibile recuperare i costi di un appalto riducendo così drasticamente le ore ai lavoratori e senza spiegazioni».

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