Il Tirreno

Montecatini

Fermo amministrativo ai mezzi del Comune

Il caso esplode in consiglio. Marchi: «Assicurazione dimenticata»

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 PESCIA. I problemi economici del Comune cominciano a ripercuotersi sulle attività quotidiane dell'ente con esiti talvolta imbarazzanti. La notizia è emersa durante la seduta del consiglio comunale di venerdì sera, che aveva per argomento proprio il bilancio consuntivo 2010, ed è stata sollevata in una serie di interventi arrivati dai banchi dell'opposizione: dal Pd, attraverso i consiglieri Giorgi e Di Vita, e da Futuro e Libertà. Oggetto: il fermo amministrativo a cui sono stati sottoposti due automezzi di proprietà del Comune di Pescia. «Questo fatto - è stato il commento del consigliere del Pd Roi Giorgi - la dice lunga sulla gestione di questa amministrazione». Si tratta di un mezzo antincendio in dotazione al servizio di protezione civile (dal valore di circa 40mila euro) e di un'auto utilizzata dal settore urbanistica.  Da parte della maggioranza in consiglio non è arrivata alcuna replica sulla questione e il perché lo spiega il sindaco Roberta Marchi, interpellata dal Tirreno: «Quella vicenda non aveva niente a che fare con il bilancio, e risponderò all'interpellanza che il consigliere Giorgi ha annunciato. Ma in quest'occasione mi sembrava fuori luogo e anche antipatico parlare di responsabilità degli uffici». Sì, perché quel fermo, dice il primo cittadino, non è dovuto a una rivalsa per bollette non pagate (come era stato ventilato venerdì sera), bensì a una «dimenticanza nel pagamento dell'assicurazione dei mezzi».  Intanto però un'altra tegola (scontata) si abbatte sulla maggioranza: Futuro e libertà si è chiamata ufficialmente fuori. Non bastasse il voto contrario sul consuntivo da parte di Salvatore Leggio e Marco Ardis sono arrivate le dimissioni dalla presidenza delle due commissioni consiliari (rispettivamente "Assetto e sviluppo del territorio" e "Enti partecipati") guidate dagli stessi.  «Le dimissioni - scrive Leggio - sono fondate su una serie di ragioni: non esistono più le condizioni che regolano il rapporto tra alleati all'interno di una coalizione, poichè sia i fatti che il modus operandi di questa amministrazione sono palesemente in contrasto con quell'iter di correttezza che si impone all'interno di una maggioranza. Appare inaccettabile e pretestuosa la posizione per la quale, a colpi di maggioranza, senza un confronto reale e democratico e con chiara forzatura giuridica, avete inteso condurre la surroga di "un solo consigliere" nelle commissioni; segno evidente che l'unica reale preoccupazione era mantenere un certo status quo con i vostri alleati della Lega, ritrattando le vostre stesse affermazioni più e più volte fatte tramite il capogruppo Pdl. Ci sembra questo un 'ulteriore segno inequivocabile di coerenza con la nostra politica fatta di reali valori di destra, che non mira a poltrone, ma a creare tutte quelle condizioni essenziali affinchè il nostro Paese possa uscire da una politica poltronistica e partitocratica che si protrae ormai da troppo tempo, con diversi suonatori, ma con musiche uguali».

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