Attenzione
Recedere dal contratto stipulato dalla vecchia amministrazione con la Cmsa avrebbe comportato delle penali salatissime
Sì al centro commerciale al vecchio mercato
Francesca Maltagliati
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Il vecchio mercato dei fiori Approvato dalla giunta il progetto di finanza che prevede un supermercato e negozi di vicinato
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PESCIA. Alla fine, nonostante la nascita di un movimento che chiedeva un ripensamento e un incontro che non c'è mai stato, gli atti formali sono stati approvati. Così, grazie a una delibera di giunta, sappiamo che l'ormai famoso progetto di finanza sul vecchio mercato dei fiori è stato redatto in via definitiva e approvato. Si va dunque avanti con il centro commerciale. Si va avanti senza aver prima incontrato il comitato "Pescia 2030", che da mesi chiede delucidazioni sul progetto. All'ultimo incontro, martedì, il sindaco Roberta Marchi, invitata a spiegare gli intenti dell'amministrazione, non c'era. Ora però su qualcosa si può iniziar a far chiarezza: i lavori si faranno, con buona pace di coloro che speravano ci fosse un'alternativa che tenesse conto degli intenti originari dei progettisti dell'ex mercato, e che ne riconoscesse il valore storico e architettonico, visto che la struttura è oggi considerata monumento nazionale. La storia ha avuto inizio durante la scorsa amministrazione. Fu infatti quest'ultima ad approvare il tanto criticato progetto, che prevede la realizzazione di un supermercato (si mormora della catena "Dico") e di strutture commerciali (alcuni negozi di vicinato), il recupero della piazza coperta, di quella esterna e dei locali interni, oltre alla realizzazione di alcuni parcheggi. A molti, compresi vari membri dell'attuale amministrazione, il progetto non è mai piaciuto, tanto da portare alla nascita di un comitato (Pescia 2030 appunto) che ha sempre dichiarato la propria contrarietà. Il problema però, evidente fin da subito all'attuale amministrazione, riguardava la convenzione firmata a suo tempo dal Comune con la Cmsa che si aggiudicò l'opera. Si tratta di un contratto blindato, impossibile da rescindere, che prevede che al concessionario spetti la gestione e la manutenzione della piazza coperta e la manutenzione di quella scoperta. Inoltre il Comune riconosce alla cooperativa il diritto di superficie sulle aree interne alla struttura per ben 99 anni e un corrispettivo di 30mila euro l'anno per 15 anni, al fine di assicurare «il perseguimento dell'equilibrio economico e finanziario degli investimenti e della gestione». Infine la convenzione impegna il Comune alla realizzazione dei posti auto (un intervento dal costo di oltre 2 milioni che andrà a pesare sulle casse comunali, se non si troverà il modo di realizzarlo attraverso un altro project financing). Ci sono poi le penali, molto alte, previste per l'amministrazione nel caso in cui questa avesse deciso di rescindere il contratto. Insomma una serie di punti poco favorevoli al Comune e clausole che da tempo facevano presupporre l'impossibilità, da parte dell'amministrazione, di far marcia indietro. Ora che il progetto definitivo è approvato e si va verso l'inizio dei lavori ci si chiede se l'attuale amministrazione sia stata almeno in grado di contrattare condizioni più vantaggiose e, se così è stato, se quest'ultime verranno comunicate a quei cittadini che da tanto attendono risposte, senza però riceverne.
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