La manifestazione
Tra Excelsior e Tettuccio le sedi del Montecatini Opera Festival
Un menù di lirica e musica classica
David Meccoli
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MONTECATINI. Il Montecatini Opera Festival, che si conferma come uno dei migliori biglietti da visita della città (nonostante le difficoltà di questi tempi), prende il via martedì con una sorta di anteprima. I "Concerti di Primavera" sono infatti un ciclo di recital lirici che si svolgono ogni martedì da maggio a giugno nel salone storico delle Terme Excelsior. Il 12 luglio il Festival si trasferisce al Tettuccio e lo fa con un evento straordinario dedicato alla musica contemporanea. Dopo il successo dei concerti di Allevi, Einaudi e Bollani, farà tappa per la prima volta a Montecatini un altro grande protagonista della scena musicale italiana più innovativa: Roberto Cacciapaglia. E poi ancora grandi appuntamenti con la lirica (tornerà anche Riccardo Caruso, tenore e nipote dal grande Enrico), ritratti d'operetta, successi del grande schermo e classici della musica italiana fino alla chiusura del 18 ottobre. «Il fine principale del festival - dice il direttore artistico, Maria Giulia Grazzini - è quello di promuovere Montecatini nel mondo attraverso quello che è il suo più alto prodotto musicale, l'opera lirica». L'organizzazione della rassegna è dell'associazione culturale "Il Parnaso" (che annuncia importanti novità per il 2013, bicentenario verdiano), Terme e Comune, con la collaborazione delle Fondazioni Promusica e Cassa di Risparmio di Lucca. Un'organizzazione che ha però dovuto fare i conti con un altro "Opera festival" (si chiama proprio così), in svolgimento a poche decine di metri di distanza (al teatro Verdi) e spesso con eventi proposti nelle stesse date. «Si è venuta a creare - dice Grazzini - una situazione un po' anomala. Poco opportuna infatti ci sembra la sovrapposizione di festival musicali con titolo simile, medesima tipologia di eventi e date che vanno puntualmente a coincidere. Questo va in opposizione agli sforzi del Comune volti alla definizione di un cartellone di eventi unico, in sinergia con quanti da anni si adoperano attivamente per la città e nell'interesse dell'ospite, che viene invece disorientato da una programmazione che l'obbliga in taluni giorni a scegliere tra eventi simili e in altri a non saper cosa fare».
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