Il Tirreno

Montecatini

La dirigente di polizia D’Anna: «Non è un territorio così tranquillo come appare»

Rischio infiltrazioni criminali con l'arrivo della crisi economica

Elena Guerri
Il tavolo dei relatori del convegno sul rapporto tra crisi e infiltrazioni criminali e l’Hotel Paradiso confiscato alla banda della Magliana
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Il tavolo dei relatori del convegno sul rapporto tra crisi e infiltrazioni criminali e l’Hotel Paradiso confiscato alla banda della Magliana

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 MONTECATINI. «Crisi economica e rischio infiltrazioni criminali nel territorio è un titolo adatto per Montecatini. Ho fatto esperienza in Sicilia e in Calabria. Seppure qui non vi siano i gravi problemi delle altre regioni, non è un territorio così tranquillo come potrebbe apparire a uno sguardo superficiale».  Lo ha detto la dirigente del commissariato, Marina D'Anna al convegno organizzato dal Coisp nella sala consiliare. Ha precisato il vice questore aggiunto: «Al contrario la città è particolarmente permeabile alla criminalità. Anche la nostra cittadina termale risente della crisi economica e ciò sta incrinando questa calma apparente. Per tali motivazioni è necessaria la partecipazione di tutte le componenti sociali, considerato che in Toscana, vi è una forte coscienza di legalità».  A moderare l'incontro è stato Guido Ripa, segretario provinciale Coisp.  Senso di legalità. Il professor Saverio Fortunato, specializzato in criminologia, ha sottolineato come il crollo di interi sistemi produttivi abbia portato ad una visione incerta del futuro. Questo dato, indubbiamente, favorisce sia il rischio di infiltrazione mafiosa sia l'aumento della delinquenza: «Se l'onestà diviene un handicap, l'illegalità prolifera. La stessa politica dovrebbe fornire esempi di onestà e dovrebbe rimanere nell'etica. Mancano punti di riferimento positivi. Pertanto è necessario ripristinare sia il senso di legalità che quello di dignità ed attribuire di nuove autorevolezza alla magistratura».  Il controllo. Il dirigente della divisione anticrime della Questura di Pistoia, Maurizio Stefanizzi, difatti, ha ribadito l'importanza di poter controllare il modo in cui vengono spesi i proventi pubblici per poter garantire la trasparenza delle azioni: "In Toscana la mafia non è tanto interessata al controllo diretto del territorio, quanto al riciclaggio del denaro. Perciò non vi è stato un incremento di omicidi o di reati di estorsione. A Montecatini dal 2002 al 2003 sono stati notati individui che si sono trasferiti dal sud con l'intenzione di ricreare una struttura di provenienza. Sono giunti con la finalità di impossessarsi del monopolio di beni e di servizi».  Ripa, in accordo con tale dichiarazione, ha notato come le infiltrazioni mafiose in questa sia città siano state e siano ben presenti: «Basta pensare all'edificio sequestrato alla banda della Magliana e a Nicoletti a cui sono stati sottratti circa miliardi di euro o alle situazioni anomale dell'Area e del Kursaal» all'epoca dell'aspirante acquirente, Marco Cordasco.  Radici e rami. Gheorghe Pasescu, colonnello della polizia romena, ha evidenzato che «la criminalità organizzata non è una piovra, bensì un albero robusto con una rete quasi infinita di radici che continua a crescere ed a ramificarsi, capace di svilupparsi ed adattarsi ad ogni situazione». L'economia, quindi, deve essere tutelata.  Segnalare le anomali. Per Natalino Nassa, capitano della Guardia di finanza di Pistoia, «le anomalie economiche devono essere segnalate a chi di competenza. Certamente la bolla finanziaria ha creato una situazione difficile e non ha creato profitti economici».  Secondo il Procuratore della Repubblica di Massa Aldo Giubilaro «è riduttivo parlare solo di criminalità organizzata, in quanto la criminalità dei colletti bianchi, che ingannano i cittadini, è alquanto più nociva. Gli amministratori disonesti sono i primi a favorire la mafia».  Albergatori. Francesca Taddei, presidente Apam, ha auspicato che Montecatini superi questo momento di difficoltà e possa trarre benefici da eventi futuri come la prossima apertura delle piscine Leopoldine e i mondiali di ciclismo. Il convegno, ha concluso Gaetano Barrella, segretario regionale Coisp, è stato pensato «non solo per gli addetti ai lavori specializzati, ma anche verso coloro che potrebbero essere a rischio di cadere nel giro malavitoso, in modo da prevenire prima di esser costretti a reprimere. Questa iniziativa non deve essere isolata, deve piuttosto essere l'avvio di una serie di incontri volti a informare ed a mettere in guardia la cittadinanza e le istituzioni».

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