Sicurezza
La città è più sporca e intanto rincara la tassa sui rifiuti
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Cassonetti trasformati in discariche a cielo aperto 3 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Sporco, rincari e debiti: tre parole che non fa certo piacere ascoltare, ma che si incontrano su una stessa questione, quella del servizio rifiuti, al centro di un'interrogazione presentata dal consigliere di Pescia Democratica Giovanna Papini. Un servizio, sostiene il consigliere, che negli ultimi tempi sarebbe notevolmente peggiorato, con effetti sull'immagine della città, che apparirebbe, in molte zone sporca (prima parola). Questo a fronte di un ricaro (seconda parola) della Tarsu del 13%, mentre con i debiti (terza parola) accumulati verso il gestore il Comune può esercitare ben poca pressione. «Dopo un avvio abbastanza positivo del rapporto con l'azienda che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti - esordisce Giovanna Papini - nell'ultimo anno il livello del servizio è nettamente peggiorato su tutti i fronti. È veramente raccapricciante constatare come in molte zone della città, sia del centro che della periferia, ci siano situazioni di sporcizia e degrado evidenti, che stanno passando il limite della decenza, per non parlare della raccolta differenziata, che, al di là di numeri aleatori dati dall'amministrazione lo scorso anno che attestavano un progressivo aumento percentuale, risulta a oggi, nei fatti, ferma al palo». E i problemi non sarebbero solo legati alla qualità del servizio, ad aggravare la situazione per il consigliere di Pescia Democratica ci sono le notizie sui rapporti tra il Comune di Pescia e l'azienda (la Cosea Ambiente Spa) che gestisce il servizio: «Risulta che l'amministrazione ha accumulato, al netto del corrente esercizio, un debito ingente nei confronti dell'azienda (sopra il milione di euro) favorendo una situazione di tensione e criticità di rapporti che, certo, non mette il Comune nella situazione di esercitare il necessario peso contrattuale verso Cosea Spa, senza contare la beffa di aver recentemente proceduto all'aumento del 13% della tassa sui rifiuti a carico dei cittadini a fronte del peggioramento qualitativo delle prestazioni». Da qui la serie di domande al sindaco, per sapere a cosa imputa il progressivo peggioramento del livello del servizio raccolta rifiuti e della pulizia complessiva della città. Inoltre il consigliere Papini chiede lumi su quali possono essere gli strumenti del Comune per far pressioni su Cosea Ambiente se la società «come appare dai fatti è inadempiente rispetto al contratto di servizio?». Quindi sulla raccolta differenziata: «A fronte dei dati sbandierati nel settembre 2010 dal suo solerte assessore, ovvero il raggiungimento di un'ottimistica, ma a occhio improbabile, percentuale del 35%, qual è la percentuale attuale di raccolta differenziata certificata e come mai non si è ancora dato seguito agli impegni, a suo tempo assunti, sull'estensione del servizio porta a porta oltre i confini del centro storico?». Infine le domande sull'aspetto finanziario: «A quanto ammonta il debito arretrato che il Cosea spa vanta nei confronti del Comune? Come mai questa somma non è interamente iscritta nei residui passivi del bilancio? Può, in relazione a questa voce, configurarsi una ingente partita di debiti fuori bilancio da riconoscersi prossimamente?».
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