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Lo lancia Pescia Democratica: «Nel consuntivo disavanzo di un milione e 600mila euro»

Allarme dissesto nelle casse comunali

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 PESCIA. Si va di male in peggio. Che la situazione finanziaria del Comune fosse critica era cosa nota. Quello che ancora non era stato ipotizzato era il dissesto finanziario dell'ente. Oggi la paura c'è, visti i numeri che vengono fuori dal bilancio consuntivo del 2010 che, secondo i primi accertamenti, si chiude con un segno meno grosso quanto un milione e 600mila euro, un disavanzo che pesa e che preoccupa.  Lo sostiene Pescia Democratica, in un documento con cui viene fortemente criticata l'attuale gestione finanziaria dell'ente, la poca trasparenza avuta fino ad oggi e la mancanza di soluzioni concrete.  «Alla fine - si legge nel documento - dopo tanta superficialità, tanta spocchia, tanta spregiudicatezza, tanta incompetenza il bubbone è scoppiato. Il rendiconto dell'anno 2010 che sarà portato all'approvazione del consiglio presenta infatti un primo disavanzo di quasi 2 milioni di euro. Parliamo di primo disavanzo in quanto siamo convinti che non tutto sia ancora emerso e ci rammarichiamo di ciò, perché una volta che si è assunta la decisione di scoperchiare la pentola, sarebbe stato opportuno che l'operazione verità fosse stata completata per serietà politica e nell'interesse della città. Pescia Democratica, che ormai da molti anni critica la gestione allegra del bilancio comunale, denunciando i rischi verso cui le amministrazioni che si sono succedute stavano portando le finanze del Comune e i cittadini è stata ignorata come una noiosa Cassandra».  La preoccupazione maggiore che sorge adesso riguarda le reali possibilità del Comune di rientrare dal buco: «Ora il Comune dovrà ripianare il disavanzo in massimo tre esercizi, partendo da quello in corso, utilizzando tutte le entrate disponibili con esclusione del ricorso a mutui, delle entrate con destinazione vincolata e di quelle rivenienti da alienazioni. Quindi il già magro bilancio del 2011, che ha registrato una riduzione dei trasferimenti statali per circa 600mila euro assorbita con una drastica riduzione dei servizi e un consistente aumento delle tariffe, sarà imputato di un ulteriore onere fra 600 e 700mila euro quale prima quota annuale a copertura del disavanzo». F.M.

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