La manifestazione
Regione, Camera di commercio, Provincia e Comune di Larciano puntano a un progetto di rete
Distretto, l'unione fa la forza
Luca Signorini
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Unazienda artigianale per la produzione delle scope Il polo produttivo delle scope comprende trecento tra piccole e microimprese
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LARCIANO. I soldi per finanziare il piano di riqualificazione ambientale della zona industriale (con l'aggiunta di uno spazio di 60 ettari per nuovi insediamenti) non ci sono. C'è l'impegno, però, di aprire tre fronti condivisi. Il primo riguarderà l'innovazione e il legame tra le aziende, le università e i centri ricerca; il secondo gira invece intorno alle politiche di promozione (insieme a Camera di commercio e Toscana Promozione); il terzo, infine, punta a un progetto di formazione del personale, sia per gli addetti che per gli stessi imprenditori. Sono queste le risultanze dell'incontro svoltosi l'altra sera tra l'assessore regionale alle Attività Produttive Gianfranco Simoncini e le ditte specializzate in beni per la casa (scopifici e produttori di spugne) del distretto di Larciano. Simoncini. «L'azione dell'amministrazione regionale va in due direzioni - ha detto l'assessore - da una parte la tenuta del tessuto sociale, dall'altra il processo di rilancio per lo sviluppo. Per la tenuta abbiamo finanziato per un quaranta per cento la cassa integrazione in deroga, abbiamo agevolato l'accesso al credito e ai finanziamenti garantiti, dove siamo passati da quaranta a sessanta milioni di euro. In più abbiamo messo in campo interventi di garanzia per gli investimenti. Per il sostegno allo sviluppo, a fronte dei 360 milioni di euro di tagli e ai vincoli del patto di stabilità, abbiamo pubblicato bandi per l'internazionalizzazione, per i poli di innovazione e per le aggregazioni d'impresa. Siamo qui comunque - ha continuato l'assessore Simoncini - per aprire tavoli di trattative specifiche per le ditte della zona: uno per l'innovazione, uno per la promozione e valorizzazione e l'altro per la formazione dei lavoratori». L'indotto. Perché il distretto di Larciano, forse poco conosciuto e pubblicizzato, ha numeri importanti. Nato una cinquantina di anni fa, si è velocemente ingrossato. Qui si contano 300 piccole e microimprese, una trentina delle quali specializzate nell'export. Da 1.500 ai duemila sono gli addetti capaci di produrre una media di 500mila scope al giorno. Da capogiro il fatturato (totale) annuo per quanto riguarda le esportazioni: circa cento milioni di euro. La rete. Questa è la parola chiave, pronunciata da Simoncini, e da tutti gli altri. «Ci vuole aggregazione d'impresa per battere la concorrenza», ha inziato Simoncini. Cui è succeduto il sindaco Antonio Pappalardo: «Vedo un gruppo di persone che ha a cuore le sorti delle aziende». Il presidente della Camera di commercio, Stefano Morandi, ha invece sottolineato come «la creazione di un distretto sia un'azione da supportare;, c'è bisogno di fare squadra». Infine il presidente della Provincia, Federica Fratoni: «Abbiamo in mente un piano marketing generale per la diffusione dei marchi caratteristici del nostro territorio». È il tutti per uno che può far cambiare le sorti dell'economia larcianese.
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