Il Tirreno

Montecatini

«La pistola è vera, dammi i soldi»

(ha collaborato    Omarò Buralli)
L’interno del negozio rapinato
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L’interno del negozio rapinato

Bandito armato in un'edicola a Uzzano, minacciato anche un cliente

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 UZZANO. «Stanotte non sono nemmeno riuscito a dormire, se ripenso a quei momenti mi vengono ancora i brividi»: Claudio Cinelli, titolare dell'edicola tabaccheria "Il gatto e la volpe", in via Lucchese a Santa Lucia, è ancora scioccato per la brutta, bruttisima avventura vissuta mercoledì pomeriggio. Una rapina, un uomo armato che è entrato nel locale facendosi consegnare l'incasso. È durato tutto pochi minuti, ma che - con una pistola puntata contro - sono sembrati eterni.  «Avevo appena raccolto una giocata al Superenalotto - racconta Cinelli - e al momento di riscuotere ho detto al cliente di andare da mia cugina, che lavora con me e che in quel momento era alla cassa. Mi preparavo a servire la persona che era dietro quando questa ha tirato fuori una pistola e l'ha puntata alla schiena del cliente, buttandolo in avanti. Ha cominciato a mostrare la pistola e a urlare "questa è vera, questa è vera". Prendendo il cliente per un braccio, quasi fosse un ostaggio, lo ha portato dietro al bancone e facendolo andare verso lo sgabuzzino. Mia cugina è rimasta come pietrificata, mentre il rapinatore, sbattendomi la pistola contro il braccio, ha continuato a dire "è vera, è vera e sto facendo sul serio". È stato in quel momento che ho avuto veramente paura, non quando ho visto la pistola, ma quando, attraverso il tamburo dell'arma, ho visto davanti a me i proiettili. Mi son sentito gelare, sono andato verso la cassa, mentre il rapinatore mi diceva "dammi tutto, dammi tutto". Ho preso tutti i soldi che c'erano e li ho messi nello zaino che aveva appoggiato sul bancone».  Soldi che evidentemente non sono sembrati sufficienti al rapinatore, il quale ha continuato a insistere: «Ho visto che si stava alterando - prosegue Carlo Cinelli - voleva altri soldi, mi ha fatto alzare il portabanconote dentro la cassa, pensando che lì ne avessi altri, ma lì non ne tengo. A quel punto mi ha fatto aprire il portafogli, dove avevo un centinaio di euro. Mi ha fatto mettere anche quei soldi nello zaino, è uscito ed è salito su uno scooter Typhoon per poi fuggire verso il sottopasso ferroviario». È successo tutto in pochi attimi, al punto che un altro paio di clienti, che in quel momento stavano giocando alle slot machine, si sono resi conto di quanto stava accadendo solo poco prima che il rapinatore si desse alla fuga.  Anche il cliente involontario protagonista della vicenda inizialmente non si è reso conto di quanto stava accadendo: «Mi son sentito spingere qualcosa contro la schiena - racconta l'uomo che preferisce mantenere l'anonimato - solo quando me l'ha mostrata mi sono accorto che era una pistola. Mi ha fatto tirare fuori il portafogli, e mi ha ripetuto più volte "dammelo, dammelo"». Il cliente invece, ancora sotto choc per l'accaduto, non glielo ha dato, e lo stesso rapinatore - forse concentrato sulla cassa - è sembrato dimenticarsi della richiesta. «Comunque è incredibile - racconta il cliente - uno scende in tabaccheria e si ritrova una pistola puntata contro. Ho ancora il segno rosso della canna sulla schiena».  Il rapinatore indossava un casco nero («E - racconta il titolare del negozio - ho avuto l'impressione che sotto il casco indossasse pure un passamontagna»), un bomber, una tuta e scarpe da ginnastica, e aveva anche i guanti. Il suo modus operandi ricorda da vicino quello del rapinatore in scooter che, nell'ultimo paio di anni, ha colpito più volte tra la piana lucchese e quella valdinievolina (in particolare a Chiesina), prendendo di mira soprattutto edicole, tabaccherie, farmacie e stazioni di rifornimento. Tutto farebbe pensare a un ritorno all'azione da parte proprio di quel bandito. Il malvivente «parlava in italiano correttamente, ma aveva un'inflessione straniera».  La vittima ha subito chiamato la polizia che, dal commissariato di Pescia, ha inviato una volante. Ma il rapinatore è riuscito a far perdere le sue tracce, abbandonando lo scooter che poi è risultato essere stato rubato.  «È incredibile - conclude Cinelli - che qui, in pieno centro (siamo di fronte al municipio ndr), sia potuta succedere una cosa del genere. Negli ultimi tempi ci son stati furti in diversi negozi della zona, ma una cosa del genere non era mai accaduta».

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