Finanza
La Destra daccordo con la scelta di non partecipare alle riunioni della Sds
«Giusta decisione del sindaco Marchi»
Marco Braccini Segretario La Destra Pescia
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Bravo sindaco Marchi. Finalmente in questi giorni ha aperto il "fronte di guerra" in difesa dell'ospedale di Pescia sposando le argomentazioni che, da molto tempo, La Destra porta avanti. Ha sposato il nostro slogan "giù le mani dall'ospedale" con il quale, in pochi giorni, abbiamo raccolto oltre 1000 firme, arrivando addirittura a paventare le stesse manifestazioni di piazza da noi annunciate solo alcuni giorni fa. Il sindaco Marchi ben ha fatto a disertare le riunioni della Società della salute. La Destra le aveva chiesto, all'inizio del mandato, di non aderire neppure, capendo poi però che un tale atteggiamento poteva mettere in forse l'erogazione dei fondi essendo sotto ricatto da parte della Regione. Allo stato attuale, però, il segnale è stato importante e ciò è dimostrato dalla reazione stizzita e rancorosa dei "sepolcri imbiancati" postcomunisti. Suvvia, che ci sta a fare un sindaco di destra in quel costoso "carrozzone" marchiato di incostituzionalità per due volte dalla stessa Corte Costituzionale? È un inutile agglomerato di "signorsì" tremanti e proni al governatore Rossi, ignorati dall'Asl, che li lascia cantare ma che poi prende ordini direttamente da Firenze. Chi credono di incantare costoro quando raccontano ai cittadini che, sull'ospedale pesciatino, faranno sentire la loro voce al direttore generale dell'Asl? Il sindaco Bellandi poi è l'ultimo che può alzare la voce: finora l'Asl è stata quasi l'unica realtà che ha buttato soldi nel pozzo senza fondo delle Terme. Alla fine della fiera l'Asl, su mandato regionale, tirerà diritto portando a compimento la "bassa macelleria sanitaria ospedaliera" della Valdinievole, e ai sindaci e alla Sds non resterà che raccontare ai cittadini: "Me ne hanno date tante ma sapeste quante gliene ho dette". Forza allora sindaco Marchi, La Destra è ben disposta a mettersi al suo fianco e a quello di chiunque, al di là dei colori politici, sindacali, culturali, voglia impegnarsi in questa battaglia di civiltà in difesa della salute dei cittadini e di un diritto sociale primario come quello a un'assistenza sanitaria adeguata. Tutti insieme quindi contro questa sinistra Toscana dei salotti fiorentini.
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