Italia
Una indagata, assente alludienza dal gip, ha chiesto di essere interrogata. Rinvio al 17 maggio
Tessere, slitta la decisione sul processo
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Per il ritiro senza deleghe delle tessere elettorali sono indagate sei persone 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Secondo rinvio dell'udienza davanti al gip per decidere l'archiviazione o il rinvio a giudizio di sei indagati sotto accusa per aver ritirato o consegnato i certificati elettorali anche senza delega dei titolari dei documenti indispensabili per votare. Il gip Matteo Zanobini ha accolto la richiesta di farsi interrogare presentata da Simonetta Rafanelli, dipendente dell'ufficio Elettorale, assente ieri mattina, e ha disposto una nuova udienza per il 17 maggio. Tra i reati ipotizzati dal titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Luigi Boccia, c'è anche il falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici. La Procura vuole processare gli ex assessori della passata giunta di centrodestra, Gianluca Calzolari e Andrea Gabbani (attuale consigliere comunale del Pdl); l'allora e attuale consigliere comunale, Moreno Mencarelli, all'epoca in corsa nel centrodestra con la lista Amo Montecatini con cui venne poi eletto nell'assemblea consiliare; il candidato non eletto nella lista Amo Montecatini, Leonardo Iozzelli, imrenditore del settore sportivo; la dipendente dell'ufficio elettorale, Simonetta Rafanelli; la romena Roxana Constantin, addetta anche ai rapporti tra la lista Amo Montecatini e l'ufficio Elettorale per quanto riguarda la parte burocratica. L'indagine nasce dall'esposto presentato nel giugno 2009 da quattro candidati a sindaco su cinque con la sola eccezione dell'esponente del Pdl. Nella denuncia il ritiro del documento per votare, secondo gli autori dell'esposto, sarebbe avvenuto con modalità irregolari e all'insaputa dei diretti interessati, nella stragrande maggioranza cittadini romeni. L'altro aspetto che veniva messo in rilievo era quello della consegna della tessera elettorale al titolare da parte di chi ne aveva ritirate a decine chiedendo poi in modo più o meno esplicito di votare per la propria lista visto il "favore" fatto di portare a domicilio il documento che avrebbe dovuto essere preso solo in Comune dal diretto interessato o da un suo delegato. P.B.
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