Trasporti
La Caritas interviene dopo lappello di don Mario Avella sulle elemosine
Mensa aperta con chi collabora
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Linterno della mensa della Caritas sul retro della Basilica di S. Maria Assunta 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. La Caritas Diocesana di Pescia dice di aver letto con piacere l'articolo in cui don Mario Avella, parroco della Basilica di S. Maria Assunta, rivolge un accorato appello alla cittadinanza ad essere disponibile verso le persone in disagio socio-economico non semplicemente con una elemosina, ma cercando di dar loro una mano per costruirsi una realtà di vita decorosa. «L'esempio del pesce e dell'insegnare a pescare - dice - è sicuramente una metafora importante, anche se tralascia un aspetto (quello della relazione con la persona che vive il disagio) che è colonna portante dell'operato Caritas. Vogliamo puntualizzare un aspetto: le attività della mensa, come don Mario ha ben asserito, puntano ad affiancare le persone costruendo percorsi di re-inclusione sociale: Caritas è uno stile, non mero assistenzialismo. Lo stile è relazionale, fatto di passi in avanti ed a ritroso, ma sempre a fianco della persona che vive il disagio, la quale collabora prendendosi i piccoli impegni che questo percorso contempla». «Don Mario è parroco a Montecatini da pochi anni - continua la nota - per cui non conosce forse a pieno l'operato della mensa negli anni. Per quanto riguarda accogliere persone di etnia rom, è stata tenuta la stessa linea: accoglienza, relazione, prospettiva futura di una vita come viene intesa "normalmente" (cioè casa, lavoro, reddito). Nel tempo, ogni tentativo di intervenire favorendo questa inclusione è stato respinto dagli stessi interessati, con svariate motivazioni. Ma ad ognuno di coloro che ha mangiato alla mensa è stato detto che in qualsiasi momento avessero voglia di cambiare "stile", gli sarebbe stato possibile ritornare al Centro ascolto per cominciare un nuovo cammino».
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