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Museo/1. Dopo la scomparsa di Flora Wiechmann

Torna il quadro di Savioli

Leonardo Savioli con la moglie Flora Wiechmann Savioli
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Leonardo Savioli con la moglie Flora Wiechmann Savioli

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 MONSUMMANO. Il museo di arte contemporanea e del Novecento ricorda la figura di Leonardo Savioli con l'esposizione dell'opera "Senza titolo", donata al museo per volontà di Flora Wiechmann Savioli, recentemente scomparsa.  L'opera era arrivata in collezione contemporaneamente alla donazione che Flora Wiechmann aveva fatto alla Regione Toscana dello Studio Savioli e di tutte le opere e gli arredi in esso conservate. Proprio dal marzo al giugno 2010 il Mac,n, con la mostra dal titolo "Registrare l'esistenza: La pittura e il disegno di Leonardo Savioli", aveva esposto, per la prima volta, un saggio dell'opera pittorica e grafica di Leonardo Savioli. Conosciuto principalmente per l'architettura che fu la sua professione, Savioli ci ha lasciato illuminanti prove di pittura e grafica, tali da poter essere considerato uno dei più significativi artisti toscani della seconda metà del Novecento.  Ma l'opera di Leonardo Savioli non può esimersi dalla presenza della moglie Flora: "Ma la cosa più bella che ho fatto è il rapporto tra me e Flora, mia moglie - scrisse Savioli nella sua autobiografia - incontrai Flora e subito le misi a disposizione tutto quello che sapevo e potevo. E questo ogni giorno, ogni momento. Lei partecipò subito di tutto. Poi poco a poco, in questa lunga vicenda umana di segni e azioni, di gesti, assemblaggi, di spazi che fu dal principio la nostra comune ricerca, si inserì da sola con la sua indipendente personalità di donna».

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