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Romeno morto dopo il fermo: l'Asl risarcisce. Chiesto il processo per il medico del 118
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MONTECATINI. Un risarcimento alla famiglia liquidato dall'Asl e una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo del medico del 118 che decise la somministrazione del calmante al giovane che morì prima di arrivare in ospedale. Ci sono due punti fermi nel caso di Sorin Calin, il romeno di 24 anni deceduto la sera del 19 ottobre 2009 dopo essere stato fermato dai carabinieri con l'accusa di aver rapinato l'ex fidanzata. La Procura della Repubblica, sulla base anche delle perizie tossicologiche disposte nei giorni successivi all'episodio, ha chiesto di processare la dottoressa Sabrina Magli, 38 anni, in servizio sull'automedica la sera in cui il giovane si sentì male nella caserma in via Tripoli dove era stato portato per accertamenti. Aveva bevuto parecchio e, secondo l'ipotesi dell'accusa, la reazione del sedativo iniettato per riportarlo alla calma ebbe una reazione avversa provocandone il decesso. Il medico, assistito dall'avvocato Andrea Niccolai, comparirà entro maggio davanti al gup Alessandro Buzzegoli dopo alcuni rinvii tecnici chiesti e ottenuti per arrivare a un accordo tra la parte civile, la mamma di Sorin, rappresentata dall'avvocato Michele Romanazzi, e l'Asl sulla quantificazione del risarcimento. L'azienda sanitaria ha chiuso la trattativa intorno ai 150mila euro che verranno pagati alla madre del romeno. Un comportamento, quello tenuto dall'Asl, che sarà tenuto in considerazione dal gup nell'esame dell'eventuale richiesta di patteggiamento su cui la difesa starebbe lavorando per chiudere la vicenda giudiziaria.
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