Sicurezza
Asili: pochi posti a disposizione
Francesca Maltagliati
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La scuola materna di Valchiusa L'inatteso boom di richieste ha spiazzato le direzioni didattiche
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PESCIA. Un incontro per cercare di placare gli animi, fare chiarezza e trovare delle soluzioni. Il problema delle liste d'attesa per le famiglie che vogliono mandare i loro figli alla scuola dell'infanzia è sfociato in un faccia a faccia alla presenza dell'assessore alla pubblica istruzione, Oria Mechelli, e delle due dirigenti scolastiche del primo e del secondo circolo, Anna Maria Pagni e Francesca Giurlani. «Abbiamo cercato di far chiarezza - dice l'assessore Mechelli - e di spiegare ai genitori la situazione. Inoltre durante l'incontro è stato redatta una lettera che verrà inviata in Regione per ribadire la necessità di veder accettata la richiesta di una sezione in più nel nostro territorio». AA sollevare il problema della necessità di un maggior numero di sezioni sono stati gli stessi genitori che, nei giorni scorsi, hanno sollevato la questione della difficoltà a entrare nella scuola pubblica dell'infanzia. A Pescia sono infatti circa 50 i bambini in lista d'attesa e che rischiano, il prossimo anno scolastico, di doversi rivolgere alle strutture private. Ogni anno sono le dirigenti scolastiche che, in base alle previsioni, richiedono il numero di classi aggiuntive ritenuto necessario. Nel 2010 soltanto il secondo circolo ha fatto richiesta di una classe in più, perché nessuno si aspettava una così corposa richiesta. Adesso è la Regione che dovrà stabilire se concederla o meno, ma, anche se così fosse, non basterà a soddisfare la domanda e così qualcuno dovrà rivolgersi agli asili privati o alle strutture convenzionate. «Sicuramente - ha detto la dirigente Pagni - il prossimo anno viste le liste d'attesa così corpose e inaspettate di stavolta, richiederemo una sezione in più». Per quanto riguarda, invece, i criteri di accesso dei bambini alla scuola d'infanzia (anche questi oggetto di critiche da parte dei genitori le cui domande non sono state accettate) la dirigente fa sapere che «le leggi che governano la scuola dell'infanzia fanno capire che è importante garantire l'ultimo anno prima dell'inserimento alla scuola dell'obbligo, ed è per questo che vengono accettati più facilmente i bambini più grandi rispetto ai piccoli».
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