Sicurezza
«Sul teatro a scuola polemica solo per avere visibilità»
Il vicesindaco di Buggiano all'attacco della Lega, che aveva parlato di servizio a pagamento
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BUGGIANO. Una polemica sul nulla, solo per avere visibilità: sintetizzando è questo il commento del vicesindaco Andrea Taddei sulla vicenda del teatro in lingua inglese per le scuole "a pagamento", che era stata sollevata dalla Lega Nord. «La Lega - scrive Taddei - ha innescato una polemica sul "fattaccio" che anche quest'anno "i bambini della scuola dell'obbligo" avrebbero dovuto pagare la somma di sette euro per fruire di una rappresentazione teatrale in orario scolastico. Tutto ciò, a suo dire, con netta ingiustizia in quanto la scuola dell'obbligo deve essere gartuita. In realtà è così, e la scuola ha sempre fatto in modo di non precludere a nessuno iniziative didattiche, anche quando fosse richiesta una comnpartecipazione alle spese. Cosa c'entra domandare se le somme richieste servono per pagare il vitto e l'alloggio dei docenti o addirittura quanto costa in nome della trasparenza?». «In queste scelte didattiche - continua il vicesindaco - il Comune non fa, né può fare, intromissioni. Ma gli interventi dei consiglieri Bonelli e Zei lasciano aperte interpretazioni circa quale sia il "soggetto interlocutore", se Comune o scuola. Di fronte a interventi fatti scientemente solo per cercare visibilità e far parlare di se (magari non bene, ma questo probabilmente non gli importa) si può passare oltre, ma quando per puro populismo e demagogia si tira in ballo la scuola e, quindi, i nostri bambini, allora basta! Cari consiglieri, che dal 10 aprile avete diffuso notizie su questa scandalosa richiesta di compartecipazione delle spese da parte della scuola, sapevate che l'8 aprile il dirigente scolastico Riccardo Monti aveva emanato una circolare sulla gratuità dell'iniziativa? Avevate domandato lumi al dirigente scolastico? Sapete che la scuola è un ente autonomo amministrato da un consiglio d'istituto presieduto da un genitore eletto e che, al suo interno, ha una folta rappresentanza di genitori pure eletti demovraticamente? E che si può presenziare alle sue sedute? Vi è passato per la mente di chiedere chiarimenti a qualcuno (dirigente, componenti del consiglio d'istituto, ufficio pubblica istruzione)? Informandovi, come avreste dovuto fare quali consiglieri comunali, avreste avuto una risposta esaustiva, che però non vi sarebbe piaciuta, in quanto vi avrebbe impedito di scrivere il vostro intervento politico "ad effetto". La vostra, passatemi la deduzione, è stata pura demagogia o superficialità, ammettiamolo. A giudicarvi, anche in questo caso, non sarò certo io, o la maggioranza, bensì i cittadini alla luce dei fatti».
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