Tornano alla luce dopo quattro secoli gli affreschi laterali della chiesa
La storia e l'arte ritrovata a Santa Maria in Selva
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Don Giuseppino Romani e gli interni della chiesa di Santa Maria restaurati 2 MINUTI DI LETTURA
BUGGIANO. Un'importante parte della storia e dell'arte sacra della Valdinievole torna a risplendere. Continua, infatti, l'opera di restauro della chiesa di Santa Maria in Selva di Borgo a Buggiano. Conclusi i lavori che hanno interessato l'altare maggiore e l'arco che separa la navata centrale dal coro, sono attualmente in corso quelli che interessano l'altare della Santissima Annunciazione. Si tratta di interventi che mirano a ridare l'aspetto barocco della chiesa che nei secoli ha subito più e più volte modifiche che ne hanno nascosto, almeno in parte, le peculiarità. Costruita nel tredicesimo secolo come convento agostiniano, intorno alla metà del diciassettesimo secolo (nel 1643 per l'esattezza) la struttura venne completamente modificata in stile barocco. Nei primi anni del Settecento venne poi interamente affrescata da Niccolò Nannetti e ancora oggi è possibile osservare i bellissimi dipinti del soffitto, fra cui spicca l'Apoteosi della Madonna che ricopre la parete sopra l'altare maggiore. Da allora, però, sono stati eseguiti altri lavori, soprattutto verniciature, che hanno coperto i materiali originari e alcuni dipinti. Così dal 1995 sono partiti dei lavori di restauro, sotto la direzione della Soprintendenza per i beni architettonici e per il patrimonio storico e artistico, che hanno permesso di far tornare a splendere alcune delle opere d'arte della chiesa. I primi tesori tornati alla luce sono stati alcuni affreschi risalenti al quindicesimo e al sedicesimo secolo che si trovano sui muri laterali. Dopo gli affreschi si è passati a un altro ciclo di restauri che ha interessato i confessionali. Nel novembre scorso è stata la volta del pulpito e poi dell'arco trionfale. Adesso i lavori che interessano l'altare dedicato all'Annunciazione sono in fase di completamento. A eseguirli la restauratrice Lidia Gallucci che sta togliendo la vernice grigia per scoprire la pietra serena sottostante. Quest'ultima verrà stuccata e poi marmorizzata, un'operazione per far tornare la chiesa così come era dopo la seconda ricostruzione del 1600. Quest'ultimi interventi sono stati resi possibili grazie al contributo dei Lions di Prato, della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, del Credito Cooperativo della Valdinievole, della ditta Verinlegno e di alcuni benefattori. Volontà del parroco, Giuseppino Romani, è quella di proseguire e ultimare le operazioni di restauro, anche se sarà necessario trovare nuovi aiuti per proseguire il lavoro di recupero storico e artistico anche sugli altri altari presenti.
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