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«Sulla Società della salute il sindaco Vanni non ha detto tutto»

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 PESCIA. Prosegue la polemica tra l'assessore alla sanità Francesco Conforti e il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni sulla Società della salute.  «Il sindaco Vanni - scrive Conforti - non dice una sola parola sui dubbi di legittimità che gravano sulla stessa società dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dalla Regione contro la Legge dello Stato che ne sancisce la soppressione. Così si decide di andare avanti e si rischia di investire risorse pubbliche in una struttura che potrebbe decadere a breve».  «Il sindaco - continua l'assessore - parla invece di cifre e numeri che confermano i costi altissimi della Sds che noi abbiamo denunciato, ma che lui giustifica con l'erogazione dei servizi di assistenza forniti. Però non dice che gran parte di questi servizi, meno l'alta integrazione sociosanitaria, potrebbero benissimo essere erogati dagli stessi Comuni se avessero mantenuto una gestione diretta della materia, e i costi sarebbero stati ben diversi, e non dice neppure una parola sulla qualità di questi servizi. Noi abbiamo percezioni molto diverse dovendo confrontarci ogni giorno con persone e famiglie disperate che, in difficoltà per arrivare in fondo alla giornata, devono invece subire le lungaggini burocratiche, anche di mesi, per avere un sostegno minimo ai propri bisogni e, nonostante le nostre sollecitazioni, sempre ignorate».  Quindi Conforti ribadisce la sua denuncia per gli anziani che potrebbero essere assistiti sul proprio territorio: «In realtà si vuole perseguire la politica di scaricarne sempre più il peso sulle famiglie».  «Passando all'ospedale - conclude l'assessore pesciatino - mi permetto di suggerire al sindaco Vanni una sola riflessione: come pensa di essere credibile quando parla di voler garantire la qualità dei servizi ma, al tempo stesso, è stato capace di firmare con altri sindaci un documento in cui si dichiara opportuno sospendere gli investimenti sull'ospedale attuale per risparmiare risorse da destinare a una nuova, fantomatica struttura».

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