Sicurezza
Arresti antimafia del vice questore Picariello a Catania
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MONTECATINI. Importante operazione antimafia per il vice questore Giuseppe Picariello, per anni dirigente del commissariato di Montecatini e da gennaio a Catania a capo del commissariato di città.
Tre affiliati al clan Santapaola Ercolano sono finiti in manette dopo avere tentato un estorsione ai danni di un agente di commercio. La vittima era finita nel mirino dei mafiosi che, per convincerla a pagare un pizzo di ottomila euro, non si erano fatti scrupolo di minacciare anche la moglie e la figlia di appena diciotto mesi.
Per far capire che le minacce erano concrete circa un mese fa avevano pestato a sangue il malcapitato che era finito in ospedale con una prognosi di 45 giorni. L'uomo, terrorizzato per l'incolumità della sua famiglia, si è fatto forza e vincendo un sentimento di omertà si è rivolto al vice questore Picariello.
In lacrime ha chiesto aiuto alla polizia che subito ha organizzato l'appuntamento-trappola con i malviventi. Stavolta i tre mafiosi hanno avuto la sorpresa di trovarsi davanti gli agenti in borghese e per loro sono scattate le manette.
Un'altra soddisfazione professionale per Picariello che segue di pochi giorni la risoluzione di un omicidio di un paziente da parte di un altro degente in una clinica privata, con tanto di accusa di omicido colposo e omissione per il direttore sanitario che aveva cercato di far passare l'accaduto come una disgrazia.
Tre affiliati al clan Santapaola Ercolano sono finiti in manette dopo avere tentato un estorsione ai danni di un agente di commercio. La vittima era finita nel mirino dei mafiosi che, per convincerla a pagare un pizzo di ottomila euro, non si erano fatti scrupolo di minacciare anche la moglie e la figlia di appena diciotto mesi.
Per far capire che le minacce erano concrete circa un mese fa avevano pestato a sangue il malcapitato che era finito in ospedale con una prognosi di 45 giorni. L'uomo, terrorizzato per l'incolumità della sua famiglia, si è fatto forza e vincendo un sentimento di omertà si è rivolto al vice questore Picariello.
In lacrime ha chiesto aiuto alla polizia che subito ha organizzato l'appuntamento-trappola con i malviventi. Stavolta i tre mafiosi hanno avuto la sorpresa di trovarsi davanti gli agenti in borghese e per loro sono scattate le manette.
Un'altra soddisfazione professionale per Picariello che segue di pochi giorni la risoluzione di un omicidio di un paziente da parte di un altro degente in una clinica privata, con tanto di accusa di omicido colposo e omissione per il direttore sanitario che aveva cercato di far passare l'accaduto come una disgrazia.
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