Sicurezza
Niente festa del patrono a Pieve
Luca Signorini
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Una strada di Pieve durante una festa del patrono del passato L'assessore Lari conferma: «Non ci sono abbastanza soldi»
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PIEVE A NIEVOLE. E' ufficiale. Lo conferma l'assessore alla cultura Iana Lari: non si farà la festa del patrono, San Marco Evangelista: «Pensi che per le manifestazioni ho meno di 500 euro, per la precisione 380. Al massimo possiamo pagare un manifesto». Le preoccupazioni dei commercianti, riprese qualche giorno fa dal consigliere comunale del Pdl Franco Panzi, avevano dunque fondamento. «Dispiace a tutti. Mi sento di condividere le posizioni di Panzi - continua l'assessore - il rammarico è di tutta l'amministrazione». Così il 25 aprile, lunedì di Pasqua, ricorrenza del patrono e giorno della Liberazione, le piazze centrali non saranno, come gli altri anni, colme di persone. E non sarà momento di celebrazioni per l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia. «Ho dato disposizioni all'ufficio di vagliare tutte le possibilità - dice Iana Lari - dovrò incontrarmi con l'assessore al commercio Luigi Gallazzi, ma i soldi non ci sono proprio». Niente mostre, niente mercatini, niente prodotti tipici. Il 25 aprile passerà in sordina. Arriva però un appello: «Se i commercianti vogliono organizzarsi per conto loro, io sono disposta ad incontrarli. Valuteremo il da farsi sul piano delle idee e della fatica. Ma non su quello dei soldi». La decisione (da confermare) che hanno preso a Pieve è quella di accorpare tutti gli eventi e iniziative previste per festeggiare l'anniversario dell'Unità in un'unica data: o il 29 giugno o il 29 settembre. Compreso il giorno del patrono, eccezionalmente prorogato. «Il problema di manifestazioni di questo tipo - riprende l'assessore - è che dobbiamo pagarle interamente noi e non mi sento di coinvolgere sponsor vari, perché è una festa che non può basarsi sulla pubblicità. Il Festival di Cinema che organizziamo, invece, è una cosa diversa. Per quello abbiamo ricevuto finanziamenti dalla Regione, ma per la festa del Patrono questi finanziamenti non esistono». È la mannaia dei tagli finanziari che non fa respirare i conti: «Ma non è una provocazione contro il governo Berlusconi, semmai una conseguenza - chiude Lari - abbiamo tagliato tutti i capitoli di spesa e chiesto sacrifici ai cittadini. Ci adeguiamo al momento storico».
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