Il Tirreno

Montecatini

«Mobilitazione per difendere l'ospedale»

L’ospedale Cosma e Damiano di Pescia
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L’ospedale Cosma e Damiano di Pescia

Oltre alla raccolta firme La Destra è pronta a scendere in piazza

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 PESCIA. Nuovo allarme sul futuro dell'ospedale. A lanciarlo è Marco Braccini, segretario de La Destra di Pescia.  «Purtroppo e non siamo per niente felici di aver avuto ragione - scrive Braccini - l'opera di smantellamento del nostro ospedale continua incessantemente. La Destra, in un comunicato stampa del 20 gennaio, si opponeva alla soppressione tra gli altri del reparto di pediatria. Da allora si sono succedute dichiarazioni, conferme e smentite, ma, ormai, oggi è ufficiale. Per primi ci siamo mobilitati in tutta la Valdinievole, raccogliendo centinaia e centinaia di firme in pochissimi giorni in difesa del Cosma e Damiano».  Una raccolta firme seguita, adesso da nuove iniziative, alle quali La Destra annuncia il suo appoggio: «Apprendiamo dalla stampa - continua Braccini - di molte iniziative in questa direzione, non ultima quella del Sindacato Cisl, che ritiene doveroso e imprescindibile garantire livelli assistenziali ottimali. Sacrosanta battaglia. Per far ciò si mobiliterà alla raccolta di firme contro i tagli, per il bene dei nostri concittadini e di quelli di tutto il comprensorio valdinievolino. La Destra si rende disponibile a collaborare e mette a disposizione le oltre 1000 firme già raccolte, e la sua struttura, per poter raccoglierne altre. Questa non è una battaglia, solo sindacale, o solo politica: non ha colore, è una battaglia sociale in difesa della salute e della qualità della vita, soprattutto di chi, meno garantito, non ha possibilità di permettersi, in alternativa, cure costose in strutture private».  Da parte di Braccini arriva dunque un appello trasversale, rivolto ai cittadini indipendentemente dalle proprie idee politiche. Un impegno che, spiega il segretario, possa arrivare a traduris anche in manifestazioni: «Non siamo interessati ai cosiddetti "conti della serva" della sanità regionale dove, per far quadrare i bilanci vertiginosamente in rosso per gli "orrori" commessi da qualche amministratore (quasi certamente "in nome e per conto" di chi comanda per davvero), si puniscono sempre e solo i cittadini. Confidiamo che tutti, al di là della propria appartenenza politica, sindacale, culturale, siano pronti a ogni tipo di mobilitazione: dalla raccolta di firme ai presidi, finanche alla discesa in piazza per impedire un ulteriore scippo al nostro ospedale che altro non sarebbe che un "attentato" alla salute di noi tutti e dei nostri figli».

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