La manifestazione
Lapenna: «Un errore rifiutare la proposta di Viareggio di correre insieme per Miss Italia»
Subito i soldi per le Leopoldine
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Sopralluogo della commissione consiliare al cantiere Leopoldine Il Pdl denuncia i ritardi della giunta nel reperire le risorse
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MONTECATINI. Dove pensa l'amministrazione Bellandi di trovare le risorse per le Leopoldine? E come pensa di attuare il piano Fuksas, unica strada possibile per il rilancio dell'economia del territorio? Sono i principali quesiti che il Pdl, in una conferenza stampa convocata ieri, ha rivolto alla giunta. «I problemi sono sempre i soliti - ha esordito il capogruppo Alberto Lapenna - ora si aggiunge alla lunga lista anche la questione di Miss Italia. Abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco Bellandi ha rifiutato l'invito di Viareggio a collaborare. Quella del primo cittadino della cittadina della Versilia è stata una cortesia che il capo della giunta non ha voluto cogliere. E' un autogol in termini di correttezza e di rapporti istituzionali. Non abbiamo preclusioni nei confronti della manifestazione: siamo convinti che può costituire un buon canale di promozione. Ma il mese ideale per certe serate, che servono per lanciare un messaggio di pubblicità all'offerta termale, non è settembre. In passato, le trasmissioni di Pippo Baudo venivano ospitate dal Verdi in primavera. Ma, soprattutto, dove verranno trovati i soldi? Qualcosa non quadra. Sui giornali leggiamo dello stop alle Leopoldine per mancanza di denaro, ma alla pagina successiva apprendiamo che in ballo c'è un milione di euro per Miss Italia. Benissimo, purché non sia l'amministrazione a tirarlo fuori. Se sono le categorie economiche a intervenire e ad accettare la scommessa, facendosi carico dell'investimento, non abbiamo niente da dire. L'importante è che l'amministazione convogli ogni risorsa sul progetto Fuksas, il cui primo step sono le piscine Leopoldine. Basterebbe trovare il sistema per liberare i 4 milioni e mezzo di avanzi di amministrazione e tutti i residui passivi e utilizzarli per il rilancio delle Terme. Tempo fa avevamo lanciato la proposta di apertura ai privati e la Regione era sulla nostra posizione. Ma, ancora una volta, è come se il dottor Jeckyl dicesse di sì e Mr. Hyde no. Insomma, cosa è stato fatto per la ricerca di un partner privato? E quali sono le reali priorità? Occorrono scelte coraggiose da prendere subito. Avevamo anche proposto la tassa di scopo e l'istituzione di una Fondazione. Ma certi progetti non si realizzano in un mese. Se vogliamo introdurre da gennaio la tassa di soggiorno, dobbiamo lavorare da subito. Altrimenti, come faranno gli albergatori a firmare i contratti con i tour operator?». Una buona notizia, per il Pdl, è quella dei medici che stanno tornando a studiare le acque. «Ma servono proposte - chiosa Eugenio Pancioli - nel passato questo comitato, con il suo lavoro, riusciva a convogliare un numero altissimo di curisti in città, dimostrando l'alto valore dei principi contenuti nelle acque termali. Formavano i propri allievi con questo preciso messaggio, facendo una promozione attiva dei nostri stabilimenti. Ci auguriamo che questa strategia torni in auge». Riccardo Sensi definisce il Pdl «una voce fuori dal coro. In città, a parte alcuni nostri interventi, non si sente nessuna critica. Eppure, l'unico fine per creare ricchezza sul territorio restano le Terme. Diamo atto a Bellandi di aver ricercato una politica bipartisan, anche con l'ultima riunione con l'assessore regionale. Ma adesso dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Il consiglio comunale, sulle Leopoldine e sul piano Fuksas, deve sapere se ci sono dei problemi e quali sono. Abbiamo fondati timori che le Terme si stiano avvicinando all'orlo del baratro. L'amminsitrazione Severi aveva tirato fuori due milioni e mezzo per l'aumento di capitale, esattamente come la Regione, che poi ha addirittura fatto di più. In quasi due anni, la giunta quante risorse ha riservato alle Terme? E' il momento che l'amministrazione dica apertamente quali sono le strategie da perseguire, per garantire che si verifichi ciò che sia il sindaco che l'amministrazione delle terme hanno garantito: alle Leopoldine i lavori devono essere finiti a dicembre per poter procedere all'inaugurazione nel 2012. Il consiglio comunale deve sapere se e quali problemi ci sono. Non possiamo permetterci di fallire. A dicembre 2008 Fiori annunciò il piano alienazioni legato ai finanziamenti bancari. Ebbene, due anni dopo il Prat non è ancora stato redatto. Invece è di importanza fondamentale per rendere appetibili gli edifici, in base alle destinazioni urbanistiche assegnate. Le vendite devono essere certe e redditizie. Basti pensare all'ex imbottigliamento: potenziale parcheggio, risulta ancora opificio industriale. Uno dei tanti segnali di ritardo. Inutile far venire Miss Italia se non abbiamo un prodotto da promuovere. Tutti gli sforzi si devono concentrare sulle Terme. Diversamente, la giunta si assumerà una responsabilità epocale». G.L.P.
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