Il Tirreno

Montecatini

«Responsabili di reati ormai prescritti»

Il giudice Rosa Selvarolo
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Il giudice Rosa Selvarolo

I dipendenti pubblici "salvati" dalla durata del processo

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 MONTECATINI. Assolti con prescrizioni per alcuni reati e per non aver commesso il fatto per altri, i dipendenti comunali Edoardo Svenjak, Piero Mugnai e Sergio Tommei.  Per non aver commesso il fatto il geometra, Marcello Alceste Rucco.  Riguardo alla sostituzione della busta all'interno della commissione di gara del 21 novembre 2002 con l'offerta giusta al posto di quella sbagliata da Paolo Parlanti della Giubileo i giudici descrivono con nitidezza il contesto in cui avvenne il sotterfugio. E affermano: «Nei confronti di Piero Mugnai sussistono elementi di responsabilità con riguardo ai reati (falso ideologico e soppressione di atti, ndr). I due reati risultano prescritti alla data del 21 luglio 2010».  Ma i giudici tirano in ballo anche l'ex dipendente comunale Massimo Ascareggi, ora pensionato, prosciolto in istruttoria, che quel giorno era il verbalizzante della commissione di gara. Scrivono: «È difficile pensare che potesse essere operata una manomissione delle buste dopo la gara con l'inserimento di una nuova domanda o del brogliaccio di gara senza che Massimo Ascareggi ne fosse a conoscenza!».  Sulla telefonata fatta dall'ingegner Svenjak a Oliviero Zavagli della Servizi Ecologici con la quale il dirigente informa l'imprenditore il 18 dicembre 2002 di aver vinto un appalto decennale per lo smaltimento dei rifiuti del valore di oltre 27 milioni di euro, il collegio ritiene che il reato di rivelazione di segreto d'ufficio sia stato consumato. Ma il 18 agosto 2010, quattro mesi prima della sentenza, era caduto in prescrizione. Quindi arriva anche per il dirigente, e solo per questo episodio, il non doversi procedere per intervenuta prescrizioni. Mentre sulle altre accuse Svenjak ha ottenuto un'assoluzione piena. La rivelazione del segreto d'ufficio, contestata anche Mugnai, si era prescritta sempre il 18 agosto 2010.  È arrivata meno di due mesi dalla lettura del verdetto la prescrizione del reato di turbativa d'asta a carico del geometra Sergio Tommei. I giudici sostengono che sapesse, nell'appalto per un lavoro in via Galvani deciso il 27 febbraio 2003, che la ditta "Ic & Mi" era controllata da Zavagli che non poteva ricoprire incarichi in imprese per i suoi precedenti penali. Riferito a Tommei si legge nelle motivazioni: «Era suo dovere comunicare la circostanza agli altri membri della commissione. Il suo silenzio, infatti, aveva determinato l'aggiudicazione sostanziale della gara a una società occulta sulla quale la pubblica amministrazione non poteva esercitare nessun genere di controllo e accertamento del reale possesso delle condizioni per l'aggiudicazione. Anche Tommei, quindi, va ritenuto responsabile del reato in contestazione». Il 27 ottobre 2010 è arrivata la prescrizione.  Tre giorni prima di venire assolti anche Filiberto Vallesi, all'epoca dipendente Arpat, e ancora Piero Mugnai, hanno incontrato sulla loro strada processuale la prescrizione per l'accusa di corruzione. L'episodio è quello delle piantine di pansé di proprietà comunale (15 vasetti per complessivi 11,25 euro di valore) che Vallesi avrebbe avuto da Mugnai, sollecitato da Zavagli, il quale aveva ricevuto dall'ispettore dell'Arpat la notizia di un esposto sul funzionamento del depuratore intercomunale che l'imprenditore aveva in gestione. Per la corte il reato si era consumato, ma il giudizio è arrivato fuori tempo massimo. P.B.

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