Il dolore
Lotti, niente lezioni e stipendio ridotto
◗
Il professor Torello Lotti Prorogata per la terza volta dal rettore dell'università di Firenze la sospensione dalla cattedra per il dermatologo accusato di corruzione
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Per la terza volta l'università di Firenze conferma la sospensione dal servizio del professor Torello Lotti. Il dermatologo non potrà tenere lezioni, né svolgere attività di ricerca «fino all'esitò dell'udienza preliminare, con la sola possibilità di revoca del provvedimento qualora la Procura decida di chiedere l'archiviazione». Lo ha deciso il rettore dell'ateneo fiorentino, Alberto Tesi, originario di Lamporecchio, che, oltre alla proroga del decreto di sospensione, ha aggiunto anche la riduzione dello stipendio dell'accademico. Lotti, difeso dagli avvocati Alessandro Giuliani e Federico Bagattini, è indagato dalla Procura della repubblica di Firenze per associazione a delinquere, corruzione, falso, truffa ai danni dello Stato e peculato. Per il pm Sandro Cutrignelli, che ha coordinato le indagini condotte dai Nas, avrebbe chiesto sovvenzioni per l'assunzione di ricercatori, sponsorizzazioni per convegni e pubblicazioni per poco meno di due milioni di euro. In cambio, avrebbe offerto malati di psoriasi che venivano persuasi ad abbandonare le terapie del programma Psocare (progetto sperimentale istituito dall'Agenzia italiana del farmaco per la ricerca e la cura della psoriasi) per assumere farmaci biologici dal costo molto elevato. Con queste accuse, nell'ottobre scorso il professore, originario di Pieve con studio a Montecatini e residenza a Firenze, era finito ai domiciliari insieme ad altre cinque persone. La Procura ha chiuso le indagini per i trenta indagati, tra cui compaiono oltre Lotti, assistenti dello specialista, professionisti e rappresentanti di case farmaceutiche. Ma un'indagine parallela era stata aperta anche dall'ateneo fiorentino. Il rettore Alberto Tesi aveva nominato una commissione di inchiesta con il compito di accertare la regolarità gestionale e la correttezza delle metodologie scientifiche del Centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicologica (Cidebip). I lavori della commissione sono arrivati alla conclusione e rivelano «disfunzioni e irregolarità nella gestione del Cidebip» che si è «discostato dai modeffi improntati ai principi di buon andamento e imparzialità cui deve ispirarsi la pubblica amministrazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
