Il dolore
«Una vita fatta d'angoscia»
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Una ragazza impegnata a navigare in Internet (foto darchivio) Parla la ragazza "salvata" dal ricatto del fotografo
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MONTECATINI. «Volevo il mio riscatto, per quando da ragazzina mi sentivo urlare dietro apprezzamenti poco carini per la mia poca avvenenza. Così mi sono fatta prendere dalla vanità alimentata da "lui", con le sue frasi adulatrici. Purtroppo la situazione non si è evolta come credevo e il riscatto che volevo si è ben presto tramutato in un ricatto. Vivevo ogni giorno nell'angoscia e nel tormento. Ogni volta che entravo in Internet, che il telefono squillava». Sono alcuni passi significativi della lettera inviata al "Tirreno" (e che pubblichiamo qui accanto) della vittima del ricatto messo in piedi da un fotografo che chiedeva soldi minacciando di inviare sui siti pornografici le immagini meno vestite di quella ragazza che si era rivolta a lui per realizzare un book. Lui, un 45enne di origine nigeriana (le autorità hanno deciso di non rendere noto il nome), dichiaratosi apolide, per quelle richieste di soldi alla giovane di 23 anni residente in Valdinievole è finito in carcere accusato di estorsione. La storia era stata pubblicata mercoledì sul giornale in base alla ricostruzione del comandante della Compagnia dei carabinieri, capitano Enrico Vellucci, e del luogotenente Biagio D'Errico. E proprio il sottufficiale è stato il protagonista di questa operazione che ha spazzato via la vita da incubo in cui era piombata la giovane. «Il mio secondo papà», lo definisce lei nella lettera. Il 45enne, domiciliato a Firenze, si presenta come fotografo. Il contatto tra i due avviene attraverso Facebook. Lui fa un sacco di complimenti alla ragazza, invitandola nel suo studio per realizzare un book fotografico da utilizzare nel campo della moda. Le foto, una sessantina, vengono scattate. Perlopiù si tratta di immagini normali. Solo qualche clic riprende la modella in pose ammiccanti con parti del corpo scoperte. Una volta realizzato il book fotografico iniziano le richieste estorsive, con la minaccia di diffondere nel web le sue foto. La giovane sapeva di non aver fatto foto compromettenti ma il rischio era quello di un fotomontaggio o di immagini ritoccate al computer. In un primo momento la ragazza versa 250 euro all'uomo. Che però non si accontenta e torna alla carica. A quel punto la vittima si rivolge ai carabinieri. I militari le suggeriscono di accettare la seconda richiesta, stavolta di 300 euro, fissando un appuntamento in piazza Italia per la consegna del denaro. Il nigeriano arriva in treno intorno alle 15. I carabinieri sono mimetizzati tra viaggiatori e passanti. Quando, dopo una breve contrattazione, il nigeriano cede il cd e si mette in tasca i soldi, intervengono e lo bloccano.
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