Sicurezza
Infuocato incontro tra il sindaco e i genitori sul rincaro dei servizi scolastici
I conti del Comune saranno rivisti ma lo sciopero del panino resta
Elena Guerri
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I genitori presenti alla riunione martedì sera e il sindaco Rinaldo Vanni 2 MINUTI DI LETTURA
MONSUMMANO. Non è servito a placare gli animi il faccia a faccia tra genitori e sindaco sul rincaro dei servizi scolastici. Il primo cittadino ha annunciato di procedere con una nuova verifica dei conti comunali, per verificare se ci sono margini per ridurre il disagio. Ma la protesta resta. Erano più di un centinaio i genitori presenti all'incontro indetto dal sindaco martedì sera al teatro Yves Montand. La sala non riusciva a contenere tutti i padri e le madri giunti per trattare le questioni del rincaro mensa e del servizio di scuolabus. Il fermento era evidente e il malcontento serpeggiava fino al momento in cui Rinaldo Vanni ha iniziato il suo discorso: «Da parte mia vi è una volontà di chiarimento. La situazione è alquanto difficile. Non sono un alieno e vorrei farmi capire di fronte al disagio dimostrato da parte della popolazione. Effettivamente c'è stato un difetto di comunicazione da parte dell'amministrazione. Non c'è né una volontà di ingenerare un'azione di conflitto, né una volontà vessatoria. L'obiettivo dell'amministrazione è quello di cercare di gestire al meglio le finanze locali, non si tratta assolutamente di una questione personale». È seguito un dettagliato elenco di dati e cifre: il Comune ha subito, e subirà ulteriormente nei prossimi anni, una diminuzione di introiti. Da qui la necessità di riorganizzare il bilancio. Per tal motivo sono state ridotte sia le spese sul personale, sia il denaro utilizzato per gli interventi sul territorio, sia i contributi per la quota sociale. Da tutto ciò è derivato il rincaro di mensa, asilo e area gioco. A questo punto i genitori inferociti sono intervenuti aggredendo verbalmente il primo cittadino. Quest'ultimo, difatti, a loro avviso non avrebbe tenuto conto del rincaro eccessivo che graverà sulle finanze dei nuclei familiari e, soprattutto, non ha avvertito per tempo sulle nuove decisioni prese. «Perché - hanno detto i presenti - ci ha invitati qui? Per accettare le soluzioni già prese?». Nella sua replica Vanni ha detto di aver comunicato la decisione tramite assemblee e sul giornale del Comune, ma i partecipanti hanno rivendicato il fatto di non aver avuto il diritto di scelta: la lettera dell'amministrazione è giunta solo il 3 marzo insieme al bollettino, mentre l'aumento era stato deciso a dicembre. Dopo una lunga serie di interventi la serata si è conclusa alle 23: il bilancio sarà rivisitato dall'amministrazione. I "rivoltosi" non pagheranno i bollettini e manderanno, forse, i figli a scuola con un panino. La protesta continua.
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