La manifestazione
Da Grotta Giusti al Campidoglio
Luca Signorini
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Lo chef di Grotta Giusti Giuseppe Argentino è stato premiato a Roma Premiato a Roma lo chef Giuseppe Argentino
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MONSUMMANO. «La mia cucina è sincera»: semplice, ma di difficile traduzione, è lo slogan che Giuseppe Argentino, chef di Grotta Giusti, si affibbia volontariamente. Cos'è la cucina sincera? «Facile - risponde Argentino - materia prima di qualità, assenza di "shock" agli alimenti, leggerezza, cibi sani, ricette light». E la traduzione, che pareva difficile, è presto fatta. E forse è proprio la sincerità ad aver spinto la Fic, Federazione Italiana Cuochi, a premiare Giuseppe Argentino con il Collegium Cocorum, il più ambito dei riconoscimenti per i cuochi della penisola. Basta leggere la motivazione: «Il Collegium Cocorum è la prestigiosa insegna conferita a chef professionisti che si sono distinti per aver operato da oltre 25 anni nell'arte culinaria con dignità e passione, capacità e prestigio, onorando la millenaria tradizione della cucina italiana». E poi la location teatro dell'evento: la sala promoteca del Campidoglio, sede del Comune di Roma, alla presenza del sindaco della capitale Gianni Alemanno, del presidente Fic Paolo Caldana e della madrina d'eccezione, Adriana Volpe. Con critici di chiara fama: i direttori delle rubriche "Terre e Sapori" (Tg1) e "Costume e Società" (Tg2), solo per citarne alcuni. Una sorta di premio alla carriera che Argentino, a sentire pure chi ha assaggiato le sue creazioni, si merita tutto. Dopo la scuola alberghiera a Siracusa (la sua città di nascita è Marzamenti), il quarantasettenne maestro di cucina "scappa" in Svizzera dove entra in un circuito di grandi hotel 5 stelle lusso. Lì si forma: prima a Lugano, poi a Ginevra e a Neuchatel. Ci rimane 17 anni, incontra la futura moglie canadese, «altro momento fondamentale della mia vita, ed è anche direttrice di hotel», chiosa Argentino. Una tappa a Montreal, al Queen Elisabetta, affina le sue tecniche. Dieci anni fa arriva a Grotta Giusti, si stabilisce a Pieve e inizia a deliziare i palati degli ospiti del centro termale: dirige il ristorante La Veranda. Dalla sua numerosi premi e numerose pubblicazioni di ricette in riviste di settore (come il libro "Cookbook" della Small Luxury Hotel): «Con l'arrivo allo stabilimento termale ho approfondito la cucina del nuovo benessere, quella light con diverse tecniche di cottura, mi sono ritagliato la mia filosofia di cucina, proponendo, per esempio, i piatti toscani in forma più leggera e sana». Ma è il pesce, nelle molteplici declinazioni, a far scattare la scintilla: «Mi dà modo di esprimermi, di creare, di sperimentare e di diversificare. Ha colore e vivacità».
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