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Montecatini

A Monsummano e Pieve presentate anche due interrogazioni per sapere se i rinvii a giudizio hanno coinvolto la Valdinievole

Multe ai semafori: dal Pdl arriva un esposto

Uno dei dispositivi che erano stati collocati a Larciano
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Uno dei dispositivi che erano stati collocati a Larciano

L'obiettivo è conoscere gli esiti delle indagini sui T-Red della procura di Milano

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 MONSUMMANO. Torna a far parlare di se il caso dei T-Red. Anzi, in un certo senso, si cerca di far parlare dello stesso le amministrazioni comunali che sarebbero coinvolte e che, a detta del Pdl, sulla vicenda avrebbero innalzato un muro di gomma.  Un muro di gomma che, già nel recente passato, si sarebbe alzato di fronte anche ad altre richieste di chiarimento a proposito dell'attività del corpo unico di polizia municipale, che interessa tre comuni della Valdinievole Est: Monsummano, Pieve e Larciano.  Questa volta a far discutere è il caso dei "T-Red", gli strumenti utilizzati per fotografare le auto che attraversano i semafori con il rosso. Strumenti che finirono sotto inchiesta a causa di una presunta modifica che accorciava i tempi del giallo che, secondo l'ipotesi investigativa, sarebbe stata fatta per aumentare il numero di sanzioni a vantaggio della ditta appaltatrice del servizio. Sulla vicenda il Pdl, col capogruppo di Pieve Alessandro Rossi e il consigliere di Monsummano Tiziana Adele Scannella, hanno presentato nei giorni scorsi un esposto alla procura della Repubblica e un'interrogazione ai rispettivi sindaci.  Tutto è partito da una lettera anonima inviata a Rossi. «Un pacchetto - racconta - che inizialmente avevo scambiato per pubblicità, stavo quasi per buttarlo via». In realtà era una lettera con allegati numerosi articoli di stampa, in cui si faceva riferimento alle indagini svolte dalla Procura di Milano. Nella lettera anonima e negli articoli allegati si parlava anche di alcuni Comuni della Valdinievole, tra i quali Monsummano, Pieve a Nievole e Larciano. In particolare veniva evidenziato che, al termine delle indagini, nei confronti dei sindaci di vari comuni e dei comandanti di polizia municipale sarebbe stato chiesto rinvio a giudizio. Dai riscontri effettuati - è stato sottolineato dai due consiglieri in conferenza stampa - sarebbe stata appurata la veridicità di quanto riportato nella missiva. E tra gli allegati alla lettera anche la notizia che il procuratore aggiunto milanese Alfredo Robledo aveva chiesto il rinvio a giudizio per 33 persone (compresi appunto una quindicina di comandanti della polizia locale, alcuni sindaci e altri funzionari pubblici) con l'accusa di aver pilotato le gare d'appalto per piazzare i "T-Red". Notizia accompagnata da un elenco di Comuni, che vanno dalla Lombardia al Veneto, dall'Emilia Romagna alla Campania, fino ad arrivare alla Toscana e, più nel dettaglio ai comuni di Monsummano e Larciano.  Ma la notizia finiva qui. Erano indicati i luoghi, ma non le persone. Da qui l'esposto e le interrogazioni: per sapere se anche amministratori e dirigenti della polizia municipale della Valdinievole sono sono stati rinviati a giudizio. Al tempo stesso vengono chiesti chiarimenti riguardo al Comune di Pieve a Nievole che non è nell'elenco pubblicato dai quotidiani in Lombardia, ma che, però, per le rilevazioni delle infrazioni semaforiche, si sarebbe rivolta alla stessa ditta finita sotto inchiesta, la Citiesse.  «Si tratta di una notizia molto grave - spiega Alessandro Rossi - già in passato abbiamo fatto interrogazioni sulla polizia municipale senza ricevere nessuna risposta. Ora vogliamo avere spiegazioni esaustive e circostanziate spiegazioni, e chiediamo di darne informazione soprattutto a coloro, che a suo tempo, sono stati costretti a pagare multe salatissime a causa dei T-Red piazzati ai semafori, sanzioni che, alla luce di quanto sta emergendo dalle indagini dell'autorità giudiziaria milanese, sarebbero state incassate dai cittadini in modo quanto meno illegittimo».  «Vogliamo chiarezza da parte delle nostre amministrazioni - fa eco Tiziana Scannella - anche a tutela dei cittadini, che sono stati vessati da sanzioni che, forse, erano ingiuste».

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