Il Tirreno

Montecatini

«Non c'è ritorno turistico»

dal nostro inviato

Gli operatori di Salsomaggiore senza rimpianti

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 SALSOMAGGIORE. Una grande passione durata anni. Un periodo di stasi privo di slanci. Poi la consapevolezza di non avere più niente da dirsi.  Come una qualunque coppia in crisi, le stagioni dell'amore hanno attraversato il rapporto tra Salsomaggiore Terme e Miss Italia con alti e bassi.  Fino all'addio, che gli ottimisti irriducibili interpretano come un arrivederci, consumato nelle scorse settimane dopo 41 edizioni di sorrisi, pianti, emozioni vissute in diretta tv nell'attesa di assegnare la corona di più bella d'Italia davanti a milioni di telespettatori.  La consensualità della separazione affiora nei giudizi delle categorie economiche che concordano sull'esaurimento dell'onda lunga del concorso di bellezza.  «Si spende tanto senza avere un beneficio in termini di presenze» è il ritornello di chi non si autoflagella per la fine del connubio Salsomaggiore-Miss Italia. Il concorso, è l'aria che tira tra piazza Berzieri e dintorni, era diventato quasi un corpo estraneo alla città che alla fine lo sopportava, ma non si sentiva coinvolta in quell'atmosfera che in passato aveva dato smalto e ribalta nazionale a Salso.  La gente non torna. Ernesto Callegaro, presidente dell'associazione albergatori, non nega l'impatto mediatico del concorso. Ma da uomo di impresa guarda anche ai bilanci. E tra entrate e uscite non vede tutto questo business.  «La manifestazione ha un ritorno promozione notevole - spiega -. Se un Comune si può permettere, in tempi di crisi, un investimento del genere lo faccia pure. Le categorie da sole non ce la possono fare. È un aspetto da valutare con attenzione. Da quello che abbiamo potuto verificare le presenze non sono aumentate nonostante il battage pubblicitario. Per tanti anni l'investimento turistico del Comune è stato finalizzato su Miss Italia e non sulle terme che, invece, sono il fulcro della nostra economia. Sarebbero servite risorse anche per quello».  Patti chiari sui costi. Dalla fine di agosto a metà settembre si calcola che la carovana di Miss Italia arriva a muovere dalle 12mila alle 16mila presenze (notti in albergo, ndr) tra aspiranti reginette di bellezza, familiari, tecnici, maestranze varie, stampa e tv. La miss e un genitore non pagano l'hotel. Gli altri accompagnatori sì. Rai e Miren, società organizzatrice, possono offrire a loro discrezione le ospitalità, cioè soggiorni gratuiti, che vengono pagati agli alberghi con i soldi attinti dal budget messo a disposizione dal Comune.  «Il consiglio che posso dare a Montecatini è quello di studiare bene costi e benefici» suggerisce Giorgio Vernazza, presidente di Confesercenti, uno dei possibilisti per il concorso made in Salsomaggiore anche per l'edizione 2011. «A mio avviso si poteva fare senza essere così drastici - aggiunge - ma è stato deciso di abbandonarlo. Se considerassimo il tempo e i passaggi in tv e sulla stampa del concorso verrebbero fuori delle spese improponibili a livello di pubblicità. Non dimentichiamoci che Miss Italia è uno dei programmi più visti. Va, comunque, specificato bene chi si fa carico delle cosiddette ospitalità e poi è fondamentale che la manifestazione si apra alla città. C'è gente che vuole vivere il clima del concorso. Mentre negli ultimi anni le miss non sono mai state fatte vedere in iniziative pubbliche in strada o nelle piazze».  Miss segrete. Nell'ultima edizione sono state ospiti di un albergo nella vicina Tabiano dove si esercitavano in balli e siparietti a uso televisivo. Un pullman le portava al palasport per le serate. Segrete e inaccessibili le ragazze erano un ricordo quando sfilavano a bordo di auto cabriolet che tanto appassionavano curiosi e passanti.  Un tocco di spettacolo che colorava il centro e che negli anni si è diluito fino a scomparire del tutto. Dentro la città, è il rammarico di chi non prova nostalgia per l'evento, il concorso non si vedeva.  «Stavano in albergo e poi venivano trasportate al palasport - ricorda Luciano Marzolini, presidente Ascom -. In centro non si sono mai viste. E anche assistere alle serate è sempre stato difficile da parte della gente visto che gran parte dei biglietti venivano assegnati a Rai e Miren. Secondo me da sempre è stato sbagliato il messaggio pubblicitario. Si è puntato tutto sul binomio Salsomaggiore-Miss Italia ignorando le terme che, al contrario, sono la nostra principale risorsa locale. Negli ultimi cinque anni il concorso si è chiuso in se stesso. E poi anche il periodo della manifestazione, in piena stagione termale, non è stato molto azzeccato».  «Pozzo senza fondo». Dopo la chiusura del Grand Hotel Centrale, luogo deputato per anni a quartier generale di Miss Italia, le ragazze per un paio di edizioni si sono trasferite a Tabiano in una struttura di livello e capiente per ospitare prima l'esercito delle 300 aspiranti finaliste e poi le 100 selezionate per l'evento in onda in tre serate su RaiUno.  Per Francesco Ravasini, presidente degli albergatori di Tabiano, il saluto del concorso viene visto quasi come una liberazione.  «A fronte di investimento importanti non abbiamo avuto ritorni significativi - esordisce -. A tutt'oggi le cose non vanno benissimo e il segno meno sulle presenze è rimasto nonostante la manifestazione che, nel corso degli anni, era diventata un pozzo senza fondo. Rai e Miren cercano di mungere il più possibile. Le ragazze vengono tenute in albergo. Almeno qualche anno fa c'erano delle serate in piazza. Il Comune non è mai riuscito a sfruttare l'evento a servizio degli ospiti e neanche come marchio promozionale. Al Comune di Montecatini dico: fate attenzione perché Rai e Miren fagocitano tutto».  Che Miss Italia si accompagni a qualcun altro dopo 41 anni di vita insieme non provoca grandi rimpianti a Salsomaggiore. Per eventuali ripensamenti basterà attendere il mese di settembre. Pietro Barghigiani  

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