La protesta
Miss Italia, altri ok, ma salta la tassa di scopo
David Meccoli
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MONTECATINI. Salta (per incompatibilità di legge) la tassa di scopo, ma Comune e categorie hanno creato un tavolo tecnico per studiare le modalità per finanziare Miss Italia. Intanto ieri, dopo quello degli albergatori, è arrivato il placet anche dai commercianti. Le associazioni degli albergatori avevano convenuto che l'ipotesi migliore sarebbe stata quella di coinvolgere tutte le strutture cittadine in una specie di autotassazione. Questo per evitare che tutto l'onere dell'ospitalità andasse a gravare solo sugli hotel scelti per mettere a disposizione le camere, peraltro in un periodo (settembre) di alta stagione e di alberghi già pieni. Sennonché, un'imposta di scopo, come prescrive l'osservatorio regionale sull'attuazione del federalismo fiscale, "prevede il ricorso a tributi per lo specifico finanziamento di opere pubbliche: infrastrutture viarie, restauri, parchi, servizi di pubblica utilità".
Tradotto: una simile imposta non si può introdurre per una manifestazione come Miss Italia. Nell'incontro di ieri (Comune, albergatori, commercianti) si è discusso proprio di questo e la soluzione è stata quella di creare un tavolo tecnico (embrione del comitato organizzatore) con l'obiettivo di cercare le modalità per reperire i finanziamenti. Una via d'uscita (ma non è l'unica) potrebbe essere quella che passa dalla Camera di commercio. A stabilirlo è un decreto ministeriale che dice che "per il cofinanziamento di iniziative aventi per scopo il miglioramento delle condizioni economiche della circoscrizione territoriale, le camere di commercio, sentite le associazioni di categoria, possono aumentare per gli esercizi di riferimento la misura del diritto annuale fino a un massimo del 20%".
Intanto si registra il via libera da parte di tutte le categorie economiche. «Il progetto va avanti - dice Luciano Masini, Unim - in quanto si tratta di un'occasione alla quale non dobbiamo rinunciare. L'ideale sarebbe un'equa distribuzione dei contributi da parte di tutta la città imprenditoriale e anche i commercianti, se c'è da fare un sacrificio, lo faranno». «Ormai sentiamo il progetto come parte di noi - dice Matteo Marianeschi, Confcommercio - e anche noi faremo la nostra parte. A breve riuniremo il consiglio per poter rispondere al meglio alla contribuzione richiesta dal Comune».
Tradotto: una simile imposta non si può introdurre per una manifestazione come Miss Italia. Nell'incontro di ieri (Comune, albergatori, commercianti) si è discusso proprio di questo e la soluzione è stata quella di creare un tavolo tecnico (embrione del comitato organizzatore) con l'obiettivo di cercare le modalità per reperire i finanziamenti. Una via d'uscita (ma non è l'unica) potrebbe essere quella che passa dalla Camera di commercio. A stabilirlo è un decreto ministeriale che dice che "per il cofinanziamento di iniziative aventi per scopo il miglioramento delle condizioni economiche della circoscrizione territoriale, le camere di commercio, sentite le associazioni di categoria, possono aumentare per gli esercizi di riferimento la misura del diritto annuale fino a un massimo del 20%".
Intanto si registra il via libera da parte di tutte le categorie economiche. «Il progetto va avanti - dice Luciano Masini, Unim - in quanto si tratta di un'occasione alla quale non dobbiamo rinunciare. L'ideale sarebbe un'equa distribuzione dei contributi da parte di tutta la città imprenditoriale e anche i commercianti, se c'è da fare un sacrificio, lo faranno». «Ormai sentiamo il progetto come parte di noi - dice Matteo Marianeschi, Confcommercio - e anche noi faremo la nostra parte. A breve riuniremo il consiglio per poter rispondere al meglio alla contribuzione richiesta dal Comune».
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