Sicurezza
Due primari ospedalieri del Campo di Marte di Lucca sono indagati dalla procura
◗
Novello Pinzi2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Due primari ospedalieri del Campo di Marte di Lucca sono indagati dalla procura della Repubblica che nei loro confronti ha chiesto il giudizio immediato con l'accusa di truffa aggravata e falso in atto pubblico ai danni dell'azienda sanitaria locale. Si tratta di episodi che risalgono alla fine del 2010 sui quali si è soffermata l'attenzione dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni (Nas) di Livorno durante normali controlli nell'azienda sanitaria. L'indagine riguarda Gianluca Bracco, 52 anni, primario del reparto di ostetricia e ginecologia, assistito dall'avvocato Valerio Valignani; e Novello Pinzi, 61 anni, residente a Montecatini, primario del reparto di urologia, assistito dal prof. Enrico Marzaduri. L'inchiesta dei carabinieri del Nas - che hanno inviato un rapporto alla procura della Repubblica - si incentra sull'ipotesi che i due primari possano aver attestato, attraverso timbratura, la loro presenza in reparto in determinate date e ore in «regime istituzionale», mentre per gli investigatori i due medici potrebbero aver fatto attività libero professionale. In questo caso, per la Procura sarebbero state percepite indennità di esclusività non dovute. Non vi sarebbe inoltre, per gli investigatori, precisa rispondenza tra orari di entrata e di uscita e timbrature dei cartellini dei due responsabili dei reparti ospedalieri, la cui attività è peraltro ritenuta tra le eccellenze dei servizi prestati dal Campo di Marte. Di fronte alle ipotesi del versante accusatorio, gli indagati chiariranno le presunte difformità attraverso memorie difensive o direttamente davanti al giudice dell'udienza preliminare. Sul versante difensivo ci sono poi altri aspetti da prendere in considerazione. Primo tra tutti quello dell'indennità di esclusività che, stando ad alcuni giuristi, non sarebbe legata alle ore trascorse nel reparto. Secondo le accuse, il primario di ostetricia avrebbe percepito indebitamente la somma di 27mila euro mentre quello di urologia l'importo di 19mila euro. La vicenda ha tuttavia contorni ancora da delineare. I due primari respingono con forza ogni addebito, sostenendo di aver sempre agito nel rispetto delle regole, certi che la vicenda verrà chiarita in tempi brevi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
