La manifestazione
Fucilata contro l'auto del sindaco
Pietro Barghigiani
Lo sparo nella notte, Pappalardo annuncia: «Prenderò il porto d'armi»
3 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. Uno sparo nella notte contro l'auto del sindaco parcheggiata davanti alla casa della mamma. Due finestrini in frantumi, parte degli interni dell'utilitaria danneggiati. Ma soprattutto due domande: chi è stato e perché. L'atto intimidatorio, senza precedenti in Valdinievole, ha avuto come bersaglio il primo cittadino di Larciano, Antonio Pappalardo, 42 anni, esponente del Pd, titolare dell'azienda vivaistica di famiglia. A tutela del sindaco e dei suoi familiari è stata disposta dal prefetto una sorveglianza affidata alle forze dell'ordine. Un controllo non invasivo come quello di una scorta, anche se sufficiente a tenere d'occhio spostamenti e abitudini del protagonista dell'episodio e delle persone a lui più vicine. Pappalardo cerca di non perdere la serenità. Anche se sapere che c'è in giro qualcuno determinato a usare un'arma per ragioni ancora oscure provoca più di un turbamento. E annuncia di voler prendere il porto d'armi. «Niente crimine». Il sindaco circoscrive la vicenda a dissidi che possono maturare nell'ambito dell'amministrazione quotidiana della cosa pubblica. Che ci siano delinquenti più o meno organizzati che fanno pressione sul Comune a colpi di fucile è un'ipotesi che Pappalardo esclude. «Posso tranquillamente affermare che il gesto non ha niente a che fare né con ambienti criminali, né con questioni di appalti o forti interessi, tantomeno è relativo a questioni private - afferma il primo cittadino -. Il gesto deriva probabilmente da questioni di ordinaria e circoscritta amministrazione affrontate quotidianamente da qualsisi sindaco. Ognuno di noi sa di poter essere oggetto di atti di vendetta anche per le questioni più banali, ma dispiace vedere il livello di degrado sociale raggiunto». Lo sparo. Il colpo è stato esploso intorno alle 23,30 di giovedì sera. Ieri è stato lo stesso Pappalardo a dare la notizia. L'arma usata sarebbe un fucile di piccolo calibro, di quelli usati per sparare ai passerotti. Nel mirino è finita la Fiat Punto del sindaco parcheggiata in via Puntoni nei pressi dell'abitazione della mamma. «Da qualche tempo dormo da un'altra parte, ma tutti sanno che la mia residenza principale è quella dove, tra l'altro, ritornerò nei prossimi giorni» spiega il sindaco. In casa c'era la madre che non si è insospettita per il rumore. Ha pensato a un cacciatore. «Ci siamo accorti di quello che era successo la mattina intorno alle 8,30» prosegue Pappalardo che ha subito denunciato il fatto ai carabinieri. Lo sparo, sentito da diverse persone, è stato esploso con ogni probabilità dall'interno di un'auto che si è affiancata all'utilitaria. L'autore ha mirato al finestrino del lato guidatore e in diagonale ha fatto fuoco facendo saltare il primo vetro. Nella sua traiettoria la pallottola è entrata nella sommità del sedile del passeggero per poi uscire dall'abitacolo infrangendo il finestrino del sedile posteriore destro. «Prendo il porto d'armi». Sono i carabinieri a condurre le indagini che al momento sono coperte da un rigoroso segreto investigativo. Viene tenuta in considerazione la pista che porta al settore sociale e a chi nel recente passato ha avuto a che fare con il Comune. Il sindaco non si piega all'intimidazione e reagisce annunciando l'intenzione di voler girare armato: «Da parte mia il fatto di aver sempre operato con coscienza ed onestà nell'interesse dei cittadini, oltre alla fiducia dimostratami, mi convince ad andare avanti con la medesima determinazione pur essendo costretto ad adottare una serie di misure cautelative, come la richiesta di porto d'armi, che possano meglio tutelare me e la mia famiglia nell'adempimento del mio dovere».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
