Il Tirreno

Montecatini

Il servizio per i dipendenti dell’ente potrebbe essere esteso anche a quelli delle società partecipate

Apre lo sportello antimobbing

Il municipio di viale Verdi: per i dipendenti un servizio di consulenza
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Il municipio di viale Verdi: per i dipendenti un servizio di consulenza

E' la prima iniziativa in Italia promossa da un Comune

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 MONTECATINI. Sarà la nostra città il primo dei Comuni italiani a dotarsi dello sportello mobbing, uno strumento preventivo rispetto alle situazioni di disagio gestito attraverso la collaborazione con la società pisana PerFormat, riconosciuta dal ministero dell'Istruzione, centro di psicoterapia e consulenza sul benessere organizzativo nelle aziende. In funzione da oltre un anno sia per il personale universitario che per quello dell'azienda ospedaliera pisana, lo sportello fornisce informazioni e assistenza ai dipendenti che vivono con disagio il rapporto di lavoro, percependo talvolta di essere oggetto di mobbing. Il servizio (gratuito) offerto a Montecatini (in via Parlanti 5, in zona Ipercoop), oltre a fornire informazioni sul fenomeno garantisce, nel più assoluto anonimato, accoglienza e primo ascolto, consulenza personalizzata e assistenza psicologica al personale del Comune (200 lavoratori, ai quali presto potrebbero aggiungersi i dipendenti delle società partecipate, quali Terme e Montecatini Parcheggi).  Chi vi si rivolge avrà a disposizione un centro d'ascolto in cui affrontare le situazioni di disagio lavorativo e sarà seguito, qualora ce ne sia necessità, dall'equipe multidisciplinare. Il centro svolgerà un'attività di screening della domanda posta dall'utenza attraverso un percorso articolato in due colloqui di ascolto. L'utente accede al servizio attraverso una richiesta telefonica (050 554124) o attraverso posta elettronica (sportelloascolto@performat.it).  Il sindaco, Giuseppe Bellandi, ha così riassunto l'impegno dell'amministrazione (che spenderà per il servizio solo 2.500 euro all'anno) rispetto al fenomeno del mobbing: «Abbiamo affrontato la questione come un importante obiettivo politico, sociale e culturale. E, al di là dell'esistenza di comportamenti effettivamente vessatori, che vanno accertati e perseguiti con il massimo rigore, abbiamo ritenuto importante sviluppare un'attività mirata a salvaguardare e incrementare il benessere lavorativo del personale».  Il progetto è stato seguito da vicino dai consiglieri comunali Beatrice Chelli e Donatella Natalini, che dicono: «Si tratta di uno strumento di prevenzione, ma speriamo che la casistica sia limitata e che si risolva tutto in semplici disagi o difficoltà di gestione dei rapporti negli uffici». D.M.

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